Flessione verticale per gli sbarchi di migranti nei primi tre mesi del 2018: sono 6.161 secondo i dati aggiornati del Viminale, il 75% in meno dei 24.278 registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Ancora più netto il calo per gli stranieri partiti dalla Libia: sono 4.399 contro i 23.549 del 2017 (-81%).
Continua dunque il trend avviato nel luglio dello scorso anno
dopo una serie di accordi con le autorità libiche. Ed il
ministro dell'Interno, Marco Minniti, rivendica i risultati:
"c'è una riduzione degli sbarchi per il nono mese consecutivo.
Abbiamo messo in campo un modello che tiene insieme umanità e
sicurezza e questo è un orgoglio per il nostro Paese". Parole
che lasciano intravedere incertezza su quello che accadrà in
futuro, col nuovo Governo che potrebbe decidere di imprimere un
cambiamento nelle politiche dell'immigrazione. La flessione
degli arrivi, infatti, riflettono al Viminale, non è scolpita
nella pietra. La situazione in Libia è sempre precaria, si va
verso la bella stagione e basta poco per far saltare le intese
raggiunte sul contrasto ai trafficanti di uomini.
Le partenze, peraltro, non si sono arrestate del tutto. Tra
ieri ed oggi la Aquarius di Sos Mediterranee, l'ultima nave
umanitaria rimasta nel canale di Sicilia dopo il sequestro della
Proactiva Open Arms disposto dalla procura di Catania, ha
salvato 253 migranti (tra loro tanti minori soli) che si
trovavano a bordo di due gommoni in difficoltà rispettivamente a
23 e a 38 miglia dalle coste libiche. Ieri ha ripreso a navigare
anche la Seefuchs della tedesca Sea Eye. E nel mondo delle ong
si moltiplicano gli appelli all'Italia a non criminalizzare
l'attività di soccorso in mare. Un altro problema sul tavolo del
prossimo Esecutivo.
Eritrei (1.551) e tunisini (1.187) sono i più numerosi tra i
migranti sbarcati nel primo trimestre dell'anno; seguono
nigeriani (363), pakistani (288) e libici (239). Proprio i
libici rappresentano una novità tra le nazionalità di chi
intraprende i viaggi della speranza. I minori soli arrivati sono
- Continuano, infine, a migliorare i dati della relocation: i
strumento messo in campo dalla Commissione Europea sono saliti a quota 12.354. La Germania è la nazione che ne ha accolti di più (5.221).