medicinali, era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella lista "Limbadi libera e democratica".
Francesco Vinci è stato ricoverato con prognosi riservata nell'ospedale di Vibo Valentia. Le sue condizioni, secondo quanto si è appreso, sarebbero gravi. Lo scoppio dell' auto (una Ford Fiesta) si è verificato in località "Cervolaro" mentre la vettura condotta da Matteo Vinci sta percorrendo una strada provinciale.
Sul posto, per il coordinamento delle indagini, si è recato il pm di turno della Procura della Repubblica di Vibo Valentia ed un magistrato della Procura antimafia di Catanzaro. Gli artificieri dei carabinieri sono al lavoro per effettuare gli accertamenti tecnici per verificare dinamica e cause dell'esplosione.
Limbadi è uno dei centri della provincia di Vibo Valentia a più alta densità mafiosa, al centro di numerose inchieste della Procura antimafia di Catanzaro.
Il prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo, ha convocato d'urgenza il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulle
indagini sullo scoppio dell'auto in cui a Limbadi. Anche se mancano conferme ufficiali e definitive, per le quali si attende la conclusione degli accertamenti tecnici che sono in corso, quella che a provocare lo scoppio dell'auto sulla quale viaggiavano Matteo Vinci ed il padre sia stato un ordigno è un'ipotesi concreta. Si è appreso, tra l'altro, che Matteo Vinci, in passato, era rimasto vittima di un tentato omicidio. A suo carico, comunque, non risultano precedenti penali per mafia, nè risulta che la vittima fosse legata ad ambienti della criminalità organizzata.
Ex rappresentante di medicinali, Matteo Vinci, alle ultime elezioni comunali del 2015 si era candidato nella lista "Limbadi libera e democratica", ma non era riuscito ad essere eletto. Nel 2014 era stato invece arrestato insieme al padre Francesco (rimasto gravemente ferito nell'attentato) e
alla madre per una rissa insieme ai vicini di casa, stretti congiunti - anche loro arrestati - della "famiglia" Mancuso, da sempre ritenuta al vertice della 'ndrangheta non solo vibonese.
Gli inquirenti non azzardano al momento nessun collegamento fra i due fatti. L'attenzione sull'attentato e' comunque massima, attese le modalita' del fatto di sangue. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo che si sta rapportando al momento sia con la Procura di Vibo Valentia che con la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.