Quattro primari, un dirigente e un imprenditore titolare di una ditta specializzata in apparecchiature mediche sono stati arrestati nell’ambito di un’inchiesta sulla sanità lombarda, coordinata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Maria Letizia Mannella.
Le persone agli arresti domiciliari sono: Giorgio Maria Calori, responsabile dell’unità operativa di Chirurgia ortopedica riparativa e Carmine Cucciniello, direttore dell’Unità di ortopedia correttiva. Lorenzo Drago direttore laboratorio analisi e Carlo Luca Romanò responsabile di chirurgia ricostruttiva.
Tommaso Brenicci, titolare di una società di Monza specializzate nel settore sanitario, è invece finito in carcere. Tra loro anche la direttrice sanitaria del Gaetano Pini, Paola Navone, 60 anni, che risulta essere fra i firmatari del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e delle illegalità per gli anni 2016- 2018. I primari sono accusati di essersi accordati con alcune ditte per ordinare forniture in cambio di tangenti e regali. La vicenda è emersa dall’inchiesta su Norberto Confalonieri, ex primario del Pini Cto, arrestato lo scorso anno e rinviato a giudizio il 19 marzo scorso con l’accusa di avere favorito due multinazionali nella fornitura di protesi in cambio di soldi e altre utilità e di avere effettuato interventi inutili per assecondare gli interessi delle due aziende. Nell’ordinanza di custodia cautelare di ieri, il gip Teresa De Pascale ricostruisce le assegnazioni di forniture di protesi ortopediche e apparecchiature mediche. “Il Pini è l’ospedale più facile del mondo! (...) perché non ci sono gare, se sei amico di un chirurgo usi i prodotti che vuole, cioè è tutto libero, tutto libero!”, diceva l’imprenditore Tommaso Brenicci, titolare di una società di Monza del settore sanitario ora finito in carcere.