Caracciolo ha poi analizzato il futuro ruolo delle megalopoli, soffermandosi sullo sviluppo non pianificato di città come Lagos o Il Cairo, che sono di fatto fuori controllo.
Interessante è stata poi l’analisi del terrorismo come fenomeno alimentato dai media: «l’atto terroristico - sostiene Caracciolo - intende indurre paranoia e irrazionalità, alimentando le teorie del complotto. A questo proposito dobbiamo considerare come le organizzazioni terroristiche siano anzitutto entità economiche che per alimentarsi trafficano droga, armi, petrolio e beni archeologici. Il mercato di sbocco di questi beni sono le nazioni ricche per cui occorre ribaltare il punto di vista dall’offerta alla domanda di criminalità».
Caracciolo ha poi accennato a Trimarium, il progetto infrastrutturale pensato e proposto in ambito polacco, sostenuto dalla Croazia e in una certa misura dalla Romania. «Trimarium riguarda l’Adriatico ma esclude l’Italia, riguarda il Baltico ma esclude la Germania. Italia e Germania vengono infatti considerate entrambe vicine alla Russia di cui, con il progetto Trimarium, si cerca in qualche modo di arginare l’avanzata».
Caracciolo ha quindi concluso analizzando gli attuali flussi migratori che sono aumentati perché si è creata una sorta di pressione tra il Nord Africa, da dove si concentrano le partenze, e il Nord Europa, che cerca di mantenere i migranti nel Sud del vecchio continente. In questo contesto l’Italia pretende solidarietà, mentre gli Stati dell’Europa del Nord invocano la responsabilità degli altri. In una situazione di deficit demografico, come quella dell’Italia, la risposta al fenomeno migratorio deve essere quella di creare le condizioni strutturali per gestire il fenomeno attraverso un sistema di immigrazione controllata. «Per fare politica estera e per sfruttare al meglio la collocazione geografica dell’Italia - suggerisce Caracciolo - c’è bisogno di un’identità nazionale precisa, sollecitata da una classe dirigente avvertita. E L’intelligence può essere la chiave di volta del futuro, perché essa stessa è, nella sua funzione, non nelle persone, il cuore dello Stato».