il cui candidato (Donato Toma) è riuscito a conquistare la presidenza della regione e il Movimento 5 Stelle, che nel giro di cinque anni ha visto raddoppiare i propri consensi. Lo sconfitto è stato invece lo schieramento di centrosinistra i cui voti si sono ridotti di oltre 27 punti percentuali". A dirlo è l'Istituto Cattaneo in un'analisi del voto di ieri nella regione.
All'interno dello schieramento di centrodestra, rispetto alle precedenti elezioni regionali, l'Istituto ha rilevato un rafforzamento delle componenti più radicali della coalizione a discapito del baricentro rappresentato fino a qualche anno fa da Forza Italia, l'unico a subire una lieve flessione (da 10,3% a
9,4%). Notevole la crescita del Movimento, il cui candidato presidente fa un balzo di ben il 21,7% - quello del candidato del Centrodestra si è fermato a un +17,7%; l'uomo del centrosinistra è sprofondato del 27,6%: "E' molto probabile - scrive il Cattaneo - che questo elettorato disperso del centrosinistra abbia deciso di esercitare un voto strategico a favore di uno dei due schieramenti che venivano considerati in netto vantaggio alla vigilia delle elezioni".
Rispetto al voto del 4 marzo, per l'Istituto la crescita della coalizione di centrodestra (balzata dal 29,8% al 49,3%: +19,5%) "è dovuta in buona parte alla composizione della coalizione che comprendeva ben nove liste all'interno delle quali hanno trovato posto complessivamente 180 candidati, ciascuno ala ricerca dei propri voti di preferenza". Il risultato del Movimento - spiegano sempre i politologi - conferma invece la sua difficoltà "a espandere i propri consensi a livello locale con la stessa rapidità e profondità osservata sul piano nazionale". Per il centrosinistra, infine "il voto di domenica segna il momento elettoralmente più basso per le forze di sinistra e centrosinistra".