E’ ufficiale: sarà il Parco Nazionale dell’Aspromonte a tentare di diventare l’11° Geoparco italiano della Rete Mondiale Unesco. A dare il “via libera” alla candidatura dell’Ente calabro è stato l’Ufficio di Coordinamento dell’UNESCO Global Geoparks riunitosi a Parigi, che ha valutato positivamente il dossier di presentazione. Ora si attende la visita dei Commissari, che verrà effettuata in estate, per l’ispezione di verifica e convalida, che si svolgerà in contemporanea con le quadriennali ispezioni di riconferma che quest’anno vedranno protagonisti il Parco Tecnologico Archeologico delle Colline Metallifere-Tuscan Mining Geopark e il Geoparco del Cilento e Vallo di Diano. Il Parco dell’Aspromonte, quindi, potrebbe diventare il secondo Geoparco della Calabria dopo quello del Pollino, e sarà l’unica candidatura italiana per il 2018, mentre le altre tre candidature preannunciate (Conero, Majella e Gran Sasso) sono al momento rimaste ferme al palo. L’annuncio è stato dato questa mattina sabato 17 marzo, presso la Sala Conferenza del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, nel corso del Forum di presentazione della Candidatura del Parco dell’Aspromonte all’UNESCO Global Geoparks (Rete dei Geoparchi mondiali UNESCO). Hanno partecipato all’incontro: il Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Sergio Tralongo, il Presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte, Giuseppe Bombino, Chiara Parisi Responsabile della Comunicazione, Sabrina Santagati Responsabile Ufficio Geoparco ed il Direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino, per presentare ad Enti, associazioni, imprenditori e cittadini, il dossier di candidatura. La domanda di candidatura è stata valutata con successo dalla commissione internazionale, e come detto nei prossimi mesi una commissione di esperti Unesco farà un sopralluogo che darà la conferma ufficiale per far entrare Il Parco dell’Aspromonte nella rete globale dei Geoparchi UNESCO. Ricordiamo che l’Italia vanta 10 Geoparchi, di cui però due (Sardegna e Madonie) hanno ricevuto la scorsa estate il “cartellino giallo” e saranno risottoposti a ispezione di verifica nel 2019.