Rifiuti pericolosi bruciati o interati al Sud, 13 arresti.

Rifiuti pericolosi bruciati o interati al Sud, 13 arresti.

Devono rispondere di traffico di rifiuti e riciclaggio le 13 persone arrestate in una operazione dei carabinieri Noe di Lecce e della Guardia di Finanza di Taranto, nata da un sequestro nel Torinese. L’organizzazione fra novembre 2018 e novembre 2019 ha messo in piedi un sistema di smaltimento di rifiuti anche pericolosi prodotti nel Centro Italia e, per un blocco dell’import-export verso la Cina, dirottatati verso il Mezzogiorno in modo che l’immondizia venisse bruciata o tombata nelle campagne.

La scelta del Sud Italia, secondo gli inquirenti, è stata dettata sia dai legami che i capi di questa associazione per delinquere avrebbero avuto con camorra e ‘ndrangheta, sia da una logistica favorevole, cioè la non eccessiva distanza da percorrere con i tir per smaltire il carico, che garantiva minori probabilità di controlli su strada. Sotto la lente, anche le cave di Surbo, nel Salento, di Crispiano e San Giorgio, nel Tarantino. Finanza e carabinieri hanno eseguito sequestri per diverse centinaia di migliaia di euro.

L’operazione ha riguardato le provincie di Lecce, Taranto, Brindisi, Palermo, Cosenza, Reggio Calabria, Salerno, Napoli e Caserta.