Il ponte della droga tra Italia e America che ha fatto venire allo scoperto una trattativa tra cosche calabresi, joniche e americana per il traffico internazionale di droga, è stato smantellato anche grazie al lavoro di
'infiltrati'. Si tratta di un agenti americani che hanno lavorato sotto copertura, i cosiddetti 'agenti provocatori' che hanno raccolto e acquisito importanti elementi probatori che hanno portato questa mattina, in un'operazione simultanea e congiunta tra America e Italia, all'arresto di sette statunitensi e al fermo di 17 italiani. L'operazione - sotto il coordinamento del procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho, dall'aggiunto Nicola Gratteri e del pm Paolo Sirleo per l'Italia, e dell'Eastern District di New York per gli Usa - ha visto l'impiego di agenti sotto copertura dello Sco e dell'Fbi, che hanno consentito di sequestrare oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria.
'infiltrati'. Si tratta di un agenti americani che hanno lavorato sotto copertura, i cosiddetti 'agenti provocatori' che hanno raccolto e acquisito importanti elementi probatori che hanno portato questa mattina, in un'operazione simultanea e congiunta tra America e Italia, all'arresto di sette statunitensi e al fermo di 17 italiani. L'operazione - sotto il coordinamento del procuratore di Reggio Federico Cafiero De Raho, dall'aggiunto Nicola Gratteri e del pm Paolo Sirleo per l'Italia, e dell'Eastern District di New York per gli Usa - ha visto l'impiego di agenti sotto copertura dello Sco e dell'Fbi, che hanno consentito di sequestrare oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria.