"E' meglio perdere una parte della propria vita che rimanere soggiogati alla 'ndrangheta". Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho, incontrando i giornalisti per illustrare i particolari dell'inchiesta Tnt che ha portato all'arresto di dieci persone accusate di furto, rapina aggravata, detenzione di armi e di materiale esplodente, violenza privata.
"C'è un indebolimento della 'ndrangheta - ha proseguito de Raho - ma non è ancora abbastanza. Da parte loro è alta la volontà di presentare i muscoli ma siamo dentro un percorso di guerra e, via via che andremo avanti, certamente vivremo meglio.
Reggio Calabria oggi soffre di problemi cresciuti negli anni, la strada è in salita e faremo ogni cosa per sgombrare ciò che ci impedisce di correre. Questa città deve tornare ad essere libera".
L'operazione ha fatto emergere "uno spaccato di violenze e di sopraffazioni ai danni di persone ed anziani nelle zone di Pellaro, Cardeto, Bocale e Rosario Valanidi", nella zona sud di Reggio. Numerose le perquisizioni e le intercettazioni ambientali e telefoniche, che hanno portato alla scoperta ed al sequestro "di materiale probatorio di particolare pericolosità, come oltre due chilogrammi di esplosivo dello stesso tipo di quello trafugato dal relitto della 'Laura C.'". La banda, secondo quanto riferito dai carabinieri, aveva anche portato a termine furti nelle abitazioni di Cardeto, nel cuore dell'Aspromonte, un tempo 'regno' assoluto dei Serraino.
"In una occasione - ha spiegato il comandante del nucleo operativo, maggiore Michele Miulli - due degli arrestati, Massimo Murina e Massimo Piccolo, dopo essersi fatta prestare un'auto Bmw da un incauto impiegato, simulavano il furto della vettura convincendo il proprietario al versamento di tremila euro per intermediare con una fantomatica banda di pericolosi ladri d'auto per averne la restituzione. Somma che lo stesso Murina provvedeva a sperperare in pochissime ore alle slot machine".
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza, il comandante provinciale dell'Arma, Lorenzo Falferi, il comandante del reparto operativo Gianluca Valerio e il comandante della stazione dei carabinieri di Pellaro Salvatore Piazza.