Appare assolutamente indispensabile acquisire la relazione datata 26 luglio 2004 ed attenersi a quanto certificato dal Consulente tecnico della Procura verificando se si è provveduto alle indispensabili operazioni precisate dal precitato consulente in data 6/8/2004 nell’ “addendum alla relazione preliminare sui risultati analitici ottenuti dai materiali campionati a Montebello Ionico”, quali ad esempio: 1) mettere in sicurezza i laboratori, con la bonifica dei materiali con amianto e lo smaltimento controllato dei reattivi; 2) mettere in sicurezza l’area di stoccaggio, smaltendo opportunamente le farine fossili contenenti sostanze cancerogene; 3); eseguire carotaggi nell’area sottoposta a bonifica per verificare la profondità della contaminazione da metalli. L’operazione di carotaggio, a parere del CTU, va eseguita secondo i dettami del DM 471/99, con una griglia di campionamento adeguata alle dimensioni dell’area. Sempre a parere del CTU sarà particolarmente importante l’estensione del campionamento anche ai fanghi presenti nel porto per verificare il grado di inquinamento raggiunto dai fanghi ivi presenti. A mio avviso considerato che le sostanze inquinanti presenti in superficie possano per il fenomeno della permeabilità avere inquinato anche l’area del “PANTANO” è necessario estendere gli accertamenti anche a quest’ultimo sito. Stante il notevole decorso temporale non è stata data esecuzione alla succitata Ordinanza. Va evidenziato che in data 23/01/2008 il Dipartimento di Prevenzione U.O. Igiene e Sanità Pubblica di Melito PS richiedeva al Comune di Montebello Ionico gli interventi di Sua competenza intrapresi nell’area posta sotto sequestro dall’A.G. a tutela della salute pubblica ed ambientale. Dalle note inviateci dal precitato dipartimento non risulterebbe evasa tale richiesta. Tutto sarebbe finito nel dimenticatoio fino all’arrivo di “striscia la notizia”.
Vincenzo CREA
Referente unico dell’ANCADIC Onlus
e Responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”