"Esprimo il mio commosso ringraziamento al personale dell'Ufficio sanitario della Questura di Reggio e alla Polizia scientifica della citta' dello Stretto, che, in pochi giorni, sono riusciti a dare una identificazione a molte delle 45 salme e a ottenere la loro sepoltura nel piccolo cimitero di Armo della citta' reggina, messo a disposizione dal comune, evitando in questo modo che quei corpi, tenuti per quattro giorni in un tir, venissero sballottati nei diversi ospedali della regione che erano stati allertati dal Prefetto di Reggio". E' quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. "Oggi - prosegue - la Calabria ha scritto un'altra bella, commovente pagina di solidarieta', di umanita' e civilta' dando a molte delle 45 salme un nome e un cognome e, a tutte, una degna sepoltura. Un grazie commosso va alla Questura di Reggio, all'Amministrazione comunale e a quanti altri hanno contribuito a questa iniziativa di solidarieta'. Oggi ho risentito al telefono il bravo e sensibile dirigente della Questura che lunedi' sera aveva chiesto aiuto a Diritti Civili per la sepoltura di queste salme. Ho cosi' appreso direttamente da lui che l'operazione si era conclusa, con l'identificazione di molte salme e la sepoltura di tutte e 45. Dei tre bambini, di eta' tra 6 mesi e un anno, due (un maschietto e una femminuccia) sono stati gia' identificati. Resta da identificare una bambina. Le storie di questi sfortunati immigrati spezzano il cuore e purtroppo - conclude Corbelli - confermano quanto sia assolutamente indispensabile e urgente la realizzazione, a Tarsia del cimitero internazionale dei migranti, per il quale lotto ininterrottamente da oltre due anni e mezzo, dalla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013".