E' previsto nel pomeriggio un incontro tra una delegazione dei lavoratori del porto di Gioia Tauro, che sono in sciopero e stanno attuando un sit-in di protesta a Reggio Calabria davanti la sede del Consiglio regionale, ed il presidente della Regione, Mario Oliverio. "Abbiamo il diritto - ha detto Domenico Nasso, della Filt-Cgil territoriale di Gioia Tauro e segretario della Camera del lavoro di Polistena - di portare avanti le nostre famiglie con dignita'. E la dignita' si ottiene soltanto con il lavoro. La crisi del porto di Gioia Tauro, non puo' ricadere sempre sui lavoratori". La Medcenter Container Terminal Spa, che gestisce il terminal container di Gioia Tauro ha annunciato 440 esuberi, lavoratori che rischiano, dal prossimo settembre di essere licenziati. Da qui la protesta, cui hanno aderito tutti i sindacati categoria, Cgil-Cisl-Uil, Sul, Usb, ed altri. "Oggi - aggiunge Nasso - ci troviamo davanti alla prospettiva del licenziamento. L'azienda motiva questi licenziamenti con il calo dei traffici e la scarsa competitivita' del porto di Gioia Tauro a causa delle accise che gravano sulle compagnie e della crisi economica internazionale. Noi non accettiamo questa soluzione. Il diritto al lavoro e' un diritto sacrosanto. Non si puo' pensare di rilanciare il porto con qualche nave in piu'. Servono, piuttosto, interventi strutturali. Questo scalo e' stato per anni il fiore all'occhiello della portualita' europea. Non puo' ridursi al solo transhipment, cadenzato da periodi di cassa integrazione e minacce di licenziamenti. Non e' una soluzione e serve soltanto a prolungare l'agonia di questo porto. Noi abbiamo bisogno di certezze. Il transhipment e' un progetto ormai fallito. Non possiamo continuare ad essere dei semplici magazzinieri della portualita' mondiale. Gioia Tauro va rilanciato per le sue potenzialita'".