"Dall'estate 2014 - afferma il sacerdote - Reggio fronteggia un numero di sbarchi che ad oggi supera le 40.000 unita'. Fin dal principio l'Arcidiocesi di Reggio-Bova, attraverso l'attivita' dei due uffici Pastorali Caritas e Migrantes, per dare risposte concrete, ha dato vita a un Coordinamento di Enti e Associazioni cattoliche denominato 'Coordinamento Diocesano Sbarchi' che opera con attivita' di esclusivo volontariato al Porto durante gli sbarchi. Il nostro servizio tuttavia non si e' fermato al porto ma abbiamo avuto modo di prenderci cura di loro negli ospedali, nelle strutture di prima accoglienza, per strada. Con la stagione estiva e' in atto una vera e propria emergenza umanitaria e di fronte ad una precisa richiesta della Prefettura e degli Enti locali di strutturare servizi di prima accoglienza in particolare per i minori, su impulso del nostro Arcivescovo, abbiamo sentito il dovere morale e cristiano di pensare a risposte adeguate. Per questo la Caritas Diocesana, insieme all'Associazione Comunita' Papa Giovanni XXIII, alla Parrocchia San Nicola di Bari S. Maria della Neve, all'associazione Centro Reggino di Solidarieta', all'Associazione Abakhi ed alla Comunita' Religiosa dei Padri Somaschi, hanno risposto alla proposta dei Comuni di Reggio CALABRIA e Bagnara mettendo a disposizione alcuni posti letto per la 'Prima accoglienza di minori stranieri non accompagnati'".
"Abbiamo provato - conclude don Imeneo - ad immaginare e strutturare un modello che non privilegi i grandi numeri e che invece preveda strutture a misura d'uomo, con piccoli gruppi e in spazi adeguati".