REGGIO. Incontro dell’Ordine Costantiniano sulle reali ferriere di Mongiana

REGGIO. Incontro dell’Ordine Costantiniano sulle reali ferriere di Mongiana
Presso l’Auditorium della Chiesa Santa Maria della neve in Riparo Cannavò di Reggio Calabria, si è tenuto mercoledì 9 novembre, un incontro organizzato dalla Delegazione Calabria del Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio sul tema, in questo periodo assai dibattuto: Le Reali ferriere di Mongiana. Tra i relatori,  il Cav. Emanuele Nazario Scarlata, rappresentante per la città di Reggio Calabria dell’Ordine Costantiniano, ha approfondito le misere condizioni di vita degli operai nell’Europa dell’Ottocento, con una particolare attenzione al lavoro minorile, riferendo anche delle attuali condizioni lavorative nel resto del mondo, che vedono il minore soggetto di abusi e sfruttamento. Il suo intervento ha evidenziato come dall’800 ai giorni nostri (come evidenziato dai recenti dati dell’UNICEF), i minori sono sempre in uno stato di soggezione, specie in quelle realtà povere e dove il tessuto sociale e il degrado concorrono a ritenerli oggetti a basso costo, utile manodopera di sussistenza per le famiglie disperate. La prof. Mariolina Spataro – docente presso la facoltà di Giurisprudenza dell’università Federico II Napoli - ha definito nel dettaglio la situazione economica e le condizioni sociali degli operai nelle reali ferriere di Mongiana - denunciate nel passato, anche dal Galanti con un resoconto -  e che vennero di fatto successivamente migliorate, attraverso interventi che si possono definire senz’altro all’avanguardia per quel tempo. Ha riscosso particolare interesse anche la ricostruzione storico documentale, in riferimento al triangolo industriale siderurgico di Stilo - Mongiana - San Ferdinando, sottolineando la qualità superiore della produzione di minerali dovuta all’utilizzo del legno di faggio rispetto alla produzione di altri siti siderurgici. Sono stati evidenziati inoltre, gli aspetti virtuosi della politica economica supportata al tempo da Carlo III e poi da Ferdinando II rivolta a creare quello che oggi definiremmo, con termini moderni, un indotto notevole per tutto il territorio. Il vantaggio ulteriore di questa politica, fu il netto miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori che vennero dotati di case familiari con servizi, di una scuola per l’istruzione dei minori, nonché di un medico ed un farmacista per tutelare la salute dei lavoratori. La triste storia della fine di questa realtà è stata poi sottolineata con il passaggio, dopo Garibaldi, della proprietà delle ferriere all’ex garibaldino e poi parlamentare del nuovo regno Achille Fazzari. Di come andarono in seguito le cose, del degrado delle condizioni sociali e dello smantellamento del territorio ne abbiamo tutti contezza. In seguito ha concluso l’incontro l’avv. Giuseppe Sansalone, con una disamina dei principali articoli della legge Pica, con la quale il regno sabaudo si proponeva di stroncare il brigantaggio e il camorrismo nelle nostre terre, autorizzando, tra gli altri interventi, una giustizia sommaria dall’effetto immediato. Fucilazioni, lavori forzati e domicilio coatto queste erano le pene comminate per coloro che erano trovati per esempio, con del pane in eccesso rispetto al proprio fabbisogno, in quanto fornitori di cibo ai briganti latitanti; o ancora il nuovo corpo normativo stabiliva che poteva essere qualificato come brigante (e, dunque, giudicato dalla corte marziale) chiunque fosse stato trovato armato in un gruppo di almeno tre persone.

L’incontro, condotto dalla dott. Daniela Scuncia, ha reso manifesto il diritto del popolo calabrese alla memoria dei fatti che lo hanno determinato, al fine d’incrementare la consapevolezza di un passato poco conosciuto oppure troppo spesso trascurato. 
Il convegno è stato arricchito dalla presenza di diverse Associazioni: l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia con il presidente l’ing. 1° Cap. Nicola Paone; l’Associazione Nazionale Bersaglieri con il presidente della sez. Reggio Calabria Cav. Mar. A. Domenico Albanese; l’Associazione Culturale Due Sicilie di Gioiosa Jonica rappresentata dalla presidente prof. Mariolina Spataro (relatrice); l’associazione culturale Due Sicilie Calabria Citra con il suo presidente dott. Angelo Ciampi; l’Associazione Nazionale  Sottufficiali d’Italia con uno dei  vice presidenti della sez. di Reggio Calabria dott. Mar. Ca. Roberto Bendini (benemerito SMOCSG); presente il dott. Pietro Marino presidente provinciale dell’UNICEF di Reggio Calabria altresì presenti numerosi Cavalieri, Benemeriti e volontari.

La serata si è conclusa con la visita agli attigui locali dell’emporio solidale dell’associazione Genezareth di don Nino Russo parroco di Riparo Cannavò. Si tratta di un vero e proprio piccolo supermercato dove molte famiglie reggine bisognose (identificate attraverso le parrocchie, le associazioni di volontariato operanti nel settore, e dal Centro di ascolto della Caritas), possono ritirare, con un sistema simile a quello delle tessere annonarie, i beni di consumo più vari di cui hanno necessità. Un modo per rendere autonome, nella gestione dei propri bisogni, le famiglie indigenti, e creare con questi soggetti economicamente deboli un rapporto umano avvicinandoli a quella stessa società che spesso li costringe ai margini.

In ossequio a ciò la Delegazione Calabria dell’Ordine Costantiniano, ha già nel passato contribuito con una donazione a sostegno di questa magnifica realtà.

Alla chiusura dei lavori durante la visita al Centro Genezareth, il rappresentante dell’Ordine Costantiniano della città di Reggio Calabria dr. Emanuele Nazario Scarlata, ha lanciato la proposta di cooperare per la nascita sia di uno sportello legale solidale che di una farmacia solidale per la distribuzione dei farmaci da banco e di quei farmaci di primo intervento per le patologie più comuni; operazioni queste dettate dallo spirito dei Cavalieri dell’Ordine Costantiniano poiché accanto all’approfondimento di tematiche riguardanti la storia e la cultura del Meridione vi è sempre contestualmente il sostegno concreto alle difficili contingenze dei suoi abitanti più bisognosi.

Daniela Scuncia