Un moderno simposio, si potrebbe definire, dedicato interamente alla salvaguardia della cultura e, nello specifico, delle opere della classicità che tanta parte dovrebbero avere nella formazione scolastica e umana in genere; “Classici per la vita” costituisce un passo successivo e consecutivo della lotta di Ordine, già palpitante nell’”Utilità dell’inutile”, all’indifferenza verso il testo vivo che può determinare e migliorare l’esistenza e l’agire quotidiano.
Proprio così e, alla domanda “a cosa serve leggere i classici”, il nostro pensatore ha risposto con un aneddoto: <<Due giovani pesciolini nuotano secondo consuetudine e incontrano, nel loro percorso, un pesce anziano che nuotava nella direzione opposta. Raggiuntili, l’anziano saluta e chiede loro: “Salve, com’è l’acqua?”. Colti da strano imbarazzo i due non rispondono e proseguono, ma l’uno chiede all’altro: tu sai cos’è l’acqua’?>>
I “classici” sono quell’elemento che garantisce la nostra stessa sopravvivenza e di cui spesso non se ne ha consapevolezza col rischio di trascurarne o rovinarne i benefici con l’indifferenza e l’ignoranza.
“Le grandi opere della letteratura non si dovrebbero leggere per superare un esame- ha sottolineato il professore- ma per comprendere se stessi e il mondo che ci circonda nel coraggio di intraprendere un viaggio che ci porta lontano da Itaca, per seguir virtute e conoscenze, e poi ritornarvi come cittadini nuovi, capaci di costruire e condividere in Itaca conoscenze e competenze che le tappe di quel viaggio offrirono come premio alla curiositas e al coraggio di cavalcare onde di mari burrascosi”. La costituzione di una “piccola biblioteca ideale”, che costituisce l’opera, persegue l’obiettivo di far rinascere un interesse ormai tristemente sopito e destinato a restare silente per dar spazio alla pragmaticità odierna per la quale tutto deve essere materialmente spendibile e funzionale! Il professore ha poi dimostrato, leggendo alcuni brani dell’Orlando furioso, come le grandi problematiche che ci attanagliano oggi (l’integrazione con gli immigrati, l’eterna diatriba tra l’universo maschile e femminile, per citarne alcuni) abbiano tormentato gli uomini del passato e dialogando con loro, attraverso le opere, è possibile vedere chiaro in un cielo coperto di nuvole. Numerosi gli interventi degli alunni presenti, integralmente affascinati dal pensiero e dalla voce autorevole dell’autore. Un altro successo di partecipazione, presenti infatti le rappresentanza di quasi tutte le scuole crotonesi, e di “contenuti qualitativi”, all’interno di un percorso che pone la cultura come base per lo sviluppo.