E’ per tanto chiaro - prosegue D'Ascola - che una soluzione regionale è impensabile, potendo essere la questione risolta soltanto a livello sovranazionale, sempre che di essa stessa si facciano adeguatamente carico gli enti territoriali rappresentativi degli interessi che fanno capo ai territori interessati, ponendo la questione al governo nei termini di una questione politica ed economica prioritaria per il nostro sviluppo. A prescindere dal complesso contesto di interessi che ho appena tracciato vanno ciononostante individuate talune cose che possono essere trattate mediante l’uso di strumenti normativi e di decisioni soltanto interne. Per semplicità mi limito ad indicarne soltanto due. In primo luogo l’avvenuta introduzione di ammortizzatori sociali per i lavoratori del porto di Gioia Tauro, mediante l’art. 4 bis del dl 29 dicembre 2016 n. 243. Bisogna essere chiari – continua il presidente -nel dire che simili soluzioni non risolvono certamente il problema, ma rendono più accettabili le conseguenze che si generano sul delicatissimo terreno della disoccupazione in attesa di un auspicabile futuro migliore per l’intera infrastruttura. In secondo luogo bisognerebbe procedere con urgenza alla nomina del presidente dell’ Autorità portuale di Gioia Tauro. Il ritardo sul punto è privo di ogni ragionevole giustificazione. Solo se un presidente verrà finalmente nominato – conclude D’Ascola- il porto potrà essere efficacemente amministrato, ma soprattutto potrà essere messa a punto una linea politico-imprenditoriale volta a delineare il futuro di una infrastruttura fino ad oggi gravemente sottoutilizzata, priva di seri risvolti commerciali e per tanto incapace di generare quel circuito virtuoso del quale l’economia calabrese ma anche quella meridionale hanno urgente bisogno”.
NICO D'ASCOLA. Il porto di Gioia è una priorità meridionalista
E’ per tanto chiaro - prosegue D'Ascola - che una soluzione regionale è impensabile, potendo essere la questione risolta soltanto a livello sovranazionale, sempre che di essa stessa si facciano adeguatamente carico gli enti territoriali rappresentativi degli interessi che fanno capo ai territori interessati, ponendo la questione al governo nei termini di una questione politica ed economica prioritaria per il nostro sviluppo. A prescindere dal complesso contesto di interessi che ho appena tracciato vanno ciononostante individuate talune cose che possono essere trattate mediante l’uso di strumenti normativi e di decisioni soltanto interne. Per semplicità mi limito ad indicarne soltanto due. In primo luogo l’avvenuta introduzione di ammortizzatori sociali per i lavoratori del porto di Gioia Tauro, mediante l’art. 4 bis del dl 29 dicembre 2016 n. 243. Bisogna essere chiari – continua il presidente -nel dire che simili soluzioni non risolvono certamente il problema, ma rendono più accettabili le conseguenze che si generano sul delicatissimo terreno della disoccupazione in attesa di un auspicabile futuro migliore per l’intera infrastruttura. In secondo luogo bisognerebbe procedere con urgenza alla nomina del presidente dell’ Autorità portuale di Gioia Tauro. Il ritardo sul punto è privo di ogni ragionevole giustificazione. Solo se un presidente verrà finalmente nominato – conclude D’Ascola- il porto potrà essere efficacemente amministrato, ma soprattutto potrà essere messa a punto una linea politico-imprenditoriale volta a delineare il futuro di una infrastruttura fino ad oggi gravemente sottoutilizzata, priva di seri risvolti commerciali e per tanto incapace di generare quel circuito virtuoso del quale l’economia calabrese ma anche quella meridionale hanno urgente bisogno”.