La giunta comunale reggina ha incontrato oggi il direttore generale dell'Universita' Mediterranea di Reggio Calabria, Ottavio Amaro, per individuare gli obiettivi della road map da seguire per lo svolgersi del progetto. Grazie al supporto dell'ateneo, la citta' di Reggio Calabria sara' una delle tre sedi (una al Nord, una al Centro e una al Sud Italia) individuate per i workshop formativi per la realizzazione dell'intervento.
Il progetto, avviato dal governo e presentato qualche settimana fa dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal senatore a vita Renzo Piano, prevede il coinvolgimento di dieci citta' italiane. Insieme a Reggio Calabria beneficeranno del nuovo piano anche i comuni di Catania, Feltre, Foligno, Gorizia, Isernia, Piedimonte Matese, Potenza, Sora e Sulmona. L'ammontare degli interventi e' stato stimato (utilizzando come riferimento i costi degli interventi di aumento della sicurezza sismica degli ultimi anni) in circa 2,5 milioni di euro per ciascun cantiere e, quindi, complessivamente in 25 milioni di euro per l'intero programma, risorse che sono gia' state individuate.
La citta' di Reggio Calabria beneficera' dunque di un investimento di circa 2 milioni e mezzo di euro per riconfigurare gli spazi individuati dalla Giunta e renderli sicuri dal punto di vista sismico. L'intervento, che seguira' le tecniche moderne guidate dalla nuova normativa antisismica, prevede l'adeguamento degli edifici senza lo spostamento dei residenti. I territori sono stati individuati in base a quattro criteri: pericolosita' sismica; molteplicita' delle fonti di pericolo; caratteristiche sociali e demografiche; dispersione territoriale. "E' necessario insistere su questo percorso - ha spiegato il sindaco Falcomata' - per anni sul nostro territorio le attivita' di manutenzione sugli edifici pubblici sono state completamente dimenticate. Oggi stiamo tentando di risvegliare l'attenzione delle massime istituzioni nazionali sul tema della prevenzione che in questo campo, soprattutto in territori a rischio come il nostro, rappresenta di certo - ha concluso Falcomata' - una variabile fondamentale".