E’ opportuno ricordare che, alle porte della stagione più favorevole al turismo, l’offerta di voli è limitata ad una tratta per Roma ed una per Milano, peraltro, in orari centrali della giornata, poco fruibili e funzionali, soprattutto, a chi deve spostarsi per lavoro, salute o altra esigenza e che comportano un aggravio di spesa (es. pernottamento).
A questa disastrosa situazione, attestata anche dall’ulteriore calo del 28% circa dei viaggiatori, si è giunti malgrado mesi di incontri, proteste e proposte.
Senza soluzioni concrete e immediate, sotto forma di nuove rotte e, almeno, della riattivazione dei voli cancellati, si avrà un ulteriore peggioramento dell’attuale livello di servizio “riservato” alle Città metropolitane di Reggio Calabria e di Messina. Eventuali voli charter stagionali non potranno rappresentare una soluzione funzionale e credibile.
In ragioni di tali presupposti, in attesa di poter analizzare i piani di sviluppo della nuova società di gestione e verificare l’esistenza concreta di un’adeguata pianificazione istituzionale per l’infrastruttura, si auspica pertanto che al prossimo incontro siano poste delle soluzioni idonee a ripristinare i livelli essenziali del servizio di trasporto aereo ed a scongiurare definitivamente la continua emergenza sullo scalo, quale bene pubblico di vitale importanza per garantire la mobilità e lo sviluppo economico dell’Area dello Stretto.
Qualora il 30 maggio dovesse invece emergere la mancanza di risposte concrete da parte delle Istituzioni, il Comitato, pur apprezzando la disponibilità e l’impegno della Prefettura, sarà tuttavia costretto a metter in atto le azioni sospese, partendo proprio dalla mobilitazione (con petizione di dimissioni) finalizzata a richiamare le responsabilità dei rappresentanti istituzionali locali, sia di maggioranza, sia di opposizione, che fin ora si sono alternati al governo.
Il Comitato pro-aeroporto dello Stretto