Secondo Irto, il coinvolgimento dei giovani consente di "mettere a valore il piu' importante patrimonio di cui dispone, in assoluto, la nostra terra: il capitale umano. Un capitale preziosissimo e pero' a rischio, perche' messo a repentaglio dalle devianze sociali ed eroso dal fenomeno dell'emigrazione. Tutto questo, don Italo Calabro' lo aveva compreso per tempo. Decise cosi' di mettere la sua vita a disposizione degli altri e, in particolare, di chi viveva in condizioni tali da essere messo ai margini della societa'". Il rappresentante di Palazzo Campanella ha ricordato una celebre frase del sacerdote - "Nessuno escluso mai" - che, a suo avviso, "esprime la potenza del messaggio cristiano e dei principi evangelici, costituendo al contempo un potente richiamo ai principi di solidarieta' e di uguaglianza consacrati nella nostra Costituzione".
Irto ha anche fatto riferimento alla recente vicenda del baciamano di alcuni cittadini di San Luca al latitante Giorgi, al momento dell'arresto da parte dei carabinieri. "L'attenzione agli ultimi - ha affermato - non vuol dire mai, in nessun caso, giustificare, ma comprendere e dare un'opportunita' di cambiamento. E' stato squallido assistere a quella forma di riverenza nei confronti di un boss. E' evidente che occorre condurre una battaglia ancora piu' profonda contro la malapianta criminale. Se la 'ndrangheta non viene eradicata come fenomeno sociale, finira' sempre per riprodurre se stessa. Arresteremo gli 'ndranghetisti ma non vinceremo mai. Per questo e' necessario ricominciare dai ragazzi, promuovendo innanzitutto tra di loro la cultura della legalita', intesa come impegno per il bene comune che don Italo Calabro' - ha concluso il presidente del Consiglio regionale - ha testardamente perseguito, ogni giorno, per costruire una societa' migliore, solidale, inclusiva e libera dalla mentalita' e dalla prevaricazione mafiose".