“A questi dati – precisa Magno - si aggiungono quelli ancor più drammatici relativi al tasso di disoccupazione che dal 2009 al 2016 è aumentato in tutta Italia. Ma dati più significativi si registrano nel Mezzogiorno e ancor di più in Calabria (+12%). Anche i dati relativi al Pil pro-capite e alla soglia di povertà o esclusione sociale testimoniano differenze che anziché ridursi sono aumentate in questi anni tra Nord e Sud Italia. Un cittadino dell’Italia Meridionale su due oggi si trova in gravi difficoltà economiche”.
“Analizzando, invece, il rapporto annuale della Banca d’Italia sulla Calabria - prosegue Magno - ciò che desta preoccupazione è la flessione fatta registrare nel 2016 dal comparto agricolo e la generale stagnazione della nostra economia. Considerato che l’agricoltura insieme al turismo costituiscono le forze trainanti per la crescita della nostra regione, occorrerebbe porre in essere una seria politica di sviluppo delle imprese e delle professioni, al fine di capitalizzare al meglio i risultati che potrebbero scaturire da questi due comparti, per generare una riduzione del tasso di disoccupazione e un aumento dell’occupazione nonché un aumento del PIL e quindi della ricchezza per rilanciare i consumi. Sono i dati relativi alla disoccupazione e all’occupazione, infatti, le vere note dolenti segnalate, oltre che dalla Cgia Mestre, anche dal rapporto annuale della Banca d’Italia con riferimento alla Calabria”.
“Il Governo centrale e la Regione Calabria – conclude Magno – devono finirla con interventi che hanno il solo scopo di alimentare il precariato e illudere i giovani con prospettive di lavoro aleatorie. Urgono serie e concrete politiche del lavoro, un corretto e produttivo utilizzo dei fondi comunitari finalizzati allo sviluppo, incentivi fiscali per le imprese ed un serio intervento nel sistema infrastrutturale calabrese capace di far aumentare la mobilità interna ed esterna. Solo così la Calabria potrà costruire serie prospettive di sviluppo e garantire un futuro ai propri figli. Constato con amarezza, però, l’immobilismo e l’indecisione del Governo regionale nell’affrontare con impegno progettuale queste problematiche”.