"A noi, societa' civile - sostiene Marziale - non e' richiesto di combattere a mano armata, ma con l'esempio, visto e considerato che siamo, nelle vesti di educatori, genitori, insegnanti, gli adulti di prossimità al cui atteggiamento attingono i bambini e gli adolescenti per formare la propria identita' ed il proprio comportamento sociale. Dobbiamo rifuggire dai compromessi, anche da quelli piu' apparentemente insignificanti, a casa come a scuola, rispettando in prima persona cio' che pretendiamo sia rispettato dai piu' piccoli. Solo cosi' potremo dimostrare a noi stessi e a loro di essere pronti per un futuro che non veda i nostri figli fuggire in altre terre per potersi realizzare, schiacciati da un potere senza scrupoli che si spinge fino ad uccidere donne e bambini pur di affermare la propria supremazia".
"Fa paura - prosegue il Garante - la dichiarazione del procuratore della Repubblica di Reggio, Federico Cafiero De Raho, secondo cui 'nel 2017 assistiamo a forme di schiavizzazione e di controllo del territorio tali che diventa persino difficile credere che possano essere attuati' ed io non credo che la stragrande maggioranza dei calabresi, con figli a carico, possa rimanere indifferente alla disamina del magistrato. Tutti siamo chiamati a reagire, secondo coscienza, guardando i nostri piccoli negli occhi, perche' la posta in gioco sono loro, e' la loro liberta' di poter fieramente gridare al mondo di essere calabresi".