"La situazione è ormai fuori controllo in tutta la Regione, se oggi siamo in emergenza significa che la gestione ed il sistema di caccia finora attuati sono stati inefficaci; di fatto hanno fallito! Bisogna tener presente che le esigenze degli agricoltori e dei cittadini non sono quelle del mondo venatorio; i due interessi vanno tenuti separati e distinti. Infatti, è impensabile affidare il "governo" di una partita così complessa ai soli cacciatori. E’ necessario avere il coraggio di apportare delle sostanziali modifiche all’attuale sistema di caccia, tra le quali la rotazione annuale delle squadre di caccia nelle aree assegnate. Questa e altre misure potrebbero risultare impopolari ad alcuni, ma riteniamo che il cibo e l’incolumità fisica delle persone siano sempre un gradino più in alto!", si legge ancora nella nota. Secondo, Cia, Confagricoltura e Copagri "gli interventi messi finora in campo dalla Regione Calabria con il self controllo, sono stati solo alcune gocce nel mare; vanno attuate immediatamente misure adeguate e mirate di contenimento, come deliberato in questi giorni in Toscana, quali la 'braccata' bisogna affidare gli abbattimenti a 'personale istituzionale' ed ai proprietari e conduttori dei fondi muniti di porto di fucile e licenza di caccia, per come si è espressa di recente anche la Corte Costituzionale. Detti piani vanno predisposti, con urgenza, anche nei Parchi e nelle Aree Protette, in particolare nel Parco Regionale Naturale delle Serre.
Ad oggi, lamentano, "la mancanza di provvedimenti efficaci, da parte della Regione Calabria, sta generando forti tensioni e contrapposizioni tra diverse squadre che esercitano la caccia al cinghiale e gli agricoltori. Invitiamo la Regione Calabria ad accogliere le richieste degli agricoltori a tutela delle produzioni, apportando le necessarie modifiche al 'Disciplinare per la gestione faunistica - venatoria del Cinghiale', che ancora una volta, se venisse adottato come proposto, dimostrerà sudditanza nei confronti di una categoria sportiva che non produce reddito, disinteressandosi e vessando coloro che producono cibo per se stessi e per tutti i cittadini. (fonte lapresse)