Pizzimenti (FI) su dichiarazione di Falcomatà su bellezza e bergamotto

Pizzimenti (FI) su dichiarazione di Falcomatà su bellezza e bergamotto
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“In una lettera aperta rivolta alla città, il Sindaco Falcomatà ricorda ai cittadini che il mondo è “sconvolto da attentati terroristici che minacciano la nostra società e provano a costringere gli individui di ogni angolo della terra a vivere nel terrore che possa succedere, da un momento all’altro, qualcosa”. “Per combattere, in città, il terrorismo e la paura che possibili attentati possano creare nuovi lutti e sconcertare ulteriormente le coscienze di tutti quei cittadini che vivono con la consapevolezza che la democrazia rappresenta l’espressione più alta della libertà di ogni individuo e che non può essere messa in discussione da nessuna azione terroristica, il Sindaco Falcomatà individua nel bergamotto la soluzione”.  E’ quanto dichiara il Capogruppo di Forza Italia, Antonio Pizzimenti. “Le esilaranti riflessioni del Sindaco Falcomatà su questo argomento sono conseguenti all’invito che l’architetto Boeri ha rivolto ai Sindaci per combattere la paura con la bellezza. Senza perdere tempo, il Sindaco Falcomatà, con una lettera aperta, ha invitato i cittadini a collocare vasi di diverse dimensioni agli ingressi di piazze, viali e spazi pubblici e piantare alberi di bergamotto. Limitare e circoscrivere la proposta dell’architetto Boeri a combattere la paura e il terrorismo piantando in città alberi di bergamotto, è una valutazione molto riduttiva sia rispetto al significato vero che Boeri ha inteso formulare ai Sindaci con la sua proposta sia rispetto al ruolo e alle funzioni che spettano ai Comuni nell’amministrare una città, anche perché collocare vasi di diverse dimensioni agli ingressi di piazze, viali e spazi pubblici è una prerogativa esclusiva di ogni Amministrazione Comunale e non dei cittadini, cui la legge lo vieta categoricamente.  Con la sua proposta, Boeri non ha voluto dire che l’attività realizzata dalle forze di polizia e dalle varie intelligence per contrastare e combattere la violenza terroristica nel mondo sia inutile; combattere il terrorismo con la bellezza vuol dire dare maggiore decoro urbano alle città, renderle più vivibili e pulite, avere cura dei monumenti, curare e incrementare gli spazi verdi, dare ai bambini e agli anziani, prima di tutto,la possibilità di poter usufruire di parchi attrezzati come riferimento per i loro svaghi e l’impiego del tempo libero, tutte attività che servono a dare ai cittadini la possibilità di poter vivere, apprezzare e amare la propria città in tutte le sue dimensioni e sfaccettature che abbracciano l’aspetto storico, sociale, culturale, architettonico, ambientale, monumentale e economico. La città di Reggio Calabria continua a essere lontana dal perseguire e realizzare questi propositi poiché l’Amministrazione Comunale, dopo quasi tre anni di Consiliatura, non è riuscita a dare ai bisogni e alle esigenze dei cittadini risposte concrete. Reggio sta attraversando uno dei periodi più bui della sua storia; versa in condizioni così pietose al punto che anche la normale attività amministrativa, come la tutela del verde e la manutenzione degli alberi secolari che insistono sul lungomare, è diventato un problema. Se la caduta di grossi rami, alberi e palme, come si è verificato di recente in città per mancanza di manutenzione, non ha creato una tragedia, questo lo dobbiamo addebitare solamente alla bontà e alla misericordia del buon Dio. Sono stati questi avvenimenti e il desiderio di scrollarsi di dosso il pericolo di possibili responsabilità di natura civile e penale, che hanno portato l’Amministrazione Comunale a effettuare una manutenzione straordinaria agli alberi e alle palme presenti sul lungomare cittadino. Mentre la città langue, soffre la sete, è sporca e la spazzatura trabocca dai cassonetti, le strade sono ridotte a un colabrodo, è priva di parchi e quelle poche aree di verde sono lasciate all’incuria, il Sindaco Falcomatà, rivolgendosi ai cittadini con una lettera aperta, decanta la bellezza e invita “tutti coloro che hanno il dovere di salvaguardare la bellezza a fare la propria parte: designer, architetti, studenti, artisti, associazioni. Sono valutazioni, quelle del Sindaco Falcomatà, che lasciano allibiti perché denotano una visione del Governo cittadino riduttiva e puerile poichè impoverisce il ruolo e la funzione gestionale e amministrativa del Comune. Non devono essere i tecnici esterni, cui va tutta la nostra stima e fiducia nei confronti della loro attività professionale, ad affermare il concetto di bellezza e disegnare il nuovo volto della città, ma deve essere l’Amministrazione Comunale, eletta dai cittadini a rappresentarli, a individuare e delineare un’idea di bellezza e di città che fin’ora non c’è stata. Dopo la lettera di Boeri, abbiamo notato che il Sindaco Falcomatà ha scoperto tante cose: ha scoperto che le istituzioni hanno un compito rivoluzionario: liberare i popoli dalla paura; ha scoperto il concetto di bellezza; ha scoperto l’importanza del verde pubblico; ha scoperto pure che nel territorio cittadino si coltiva il bergamotto, (mentre le iniziative per incentivare la coltivazione di questo pregiato, esclusivo e identitario agrume della città, sono assenti), e a pure scoperto che fiorisce a marzo e annuncia la primavera, quella stagione radiosa che il Sindaco Falcomatà aveva annunciato ai reggini con tanta enfasi all’inizio della sua Consiliatura, mentre la città, rimanendo in attesa della sua comparsa, continua a subire un lento quanto inesorabile declino”,conclude Pizzimenti.