Sulla base di questa inchiesta, che accerto' come Rocco Morabito, che non aveva ancora 30 anni, passasse dagli incontri
in San Babila e nella zona della Galleria Vittorio Emanuele a quelli nelle banche a Lugano, il boss e' stato condannato nel '97 dalla Corte d'Appello milanese per associazione mafiosa e traffico di droga a 28 anni di carcere, poi confermati dalla Cassazione nel 2000 (l'ordine di esecuzione per i 30 anni da scontare, invece, e' della magistratura di Reggio Calabria, perche' e' arrivata una condanna successiva). Rocco Morabito sfuggi' all'arresto nel giorno del suo compleanno, il 13 ottobre del '94, quando 21 persone, invece, vennero portate in carcere per un traffico di droga e armi nell'ambito dell'inchiesta 'Fortaleza'.
La Cassazione, poi, ha riconosciuto a suo carico anche il
reato di associazione mafiosa con una sentenza che, seguendo la
tesi del pm Barbaini, per la prima volta certifico' la capacita'
della 'ndrangheta di mimetizzarsi in un tessuto sociale ed
economico come quello milanese. La capacita', scrissero gli
Ermellini, della mafia calabrese, e in questo caso del gruppo
Morabito-Mollica, di infiltrarsi "in un'area geografica diversa
per cultura, mentalita' e abitudini" con una "forma di controllo
ambientale selettivo", funzionale alla "conduzione" delle loro
attivita' illecite.
La Cassazione parlo', in particolare, di "occulta e
incontrollabile pervasivita'" della 'ndrangheta a Milano. Tra gli
atti dell'inchiesta, infine, anche un appostamento degli
investigatori che fotografarono Rocco Morabito al funerale del
gestore di uno stand dell'Ortomercato milanese, altro zona di
business del gruppo.