La Svimez ha presentato a fine luglio delle anticipazioni del suo rapporto annuale sull’economia del Mezzogiorno, evidenziando che la spesa in conto capitale della P.A. in Italia e nel Mezzogiorno dal 2000 al 2016 ha subito un crollo, soprattutto in seguito alla crisi del 2008 e alle politiche di austerità.
A prezzi costanti 2010, in Italia è stata massima nel 2009, pari a 62,1 miliardi di euro, ed ha raggiunto il livello più basso nel 2016, pari a 35,2 miliardi, mentre nel 2015 è stata di 37,7 miliardi.
Nel Mezzogiorno la spesa più alta è stata effettuata nel 2000, pari a 22,9 miliardi, mentre quella più bassa è relativa al 2016, pari a 13 miliardi, in diminuzione rispetto ai 15,8 miliardi del 2015.
Estremamente ridotta, inoltre, la spesa in conto capitale destinata al Mezzogiorno dei grandi investitori nazionali nel 2015, come ad esempio quella delle Ferrovie dello Stato, pari solo al 19% del totale degli investimenti effettuati in Italia, mentre la più alta è stata quella dell’ANAS pari al 69,5%.
Scrive la Svimez : “ Nel 2016 la spesa in conto capitale della Pubblica Amministrazione ha raggiunto il livello più basso della sua serie storica con 35,2 miliardi di euro, pari al 2,2% del PIL, un calo che è gravato essenzialmente su Mezzogiorno, che raggiunge appena lo 0,8% del PIL, perdendo quasi 3 miliardi di euro (a valori costanti 2010) rispetto all’anno precedente.
Il modesto incremento del 2015, … dovuto essenzialmente alla chiusura del ciclo di programmazione del 2007/2013, è stato effimero e non ha interrotto il trend negativo che va avanti dai primi anni Duemila ed è stato aggravato dalla crisi.” “L’andamento della spesa in conto capitale in questi anni appare situare il Mezzogiorno e l’Italia su un livello strutturalmente più basso rispetto ai livelli pre-crisi: segno anche di una perdita, ad ogni livello di governo, di capacità progettuale e realizzativa della macchina pubblica”.
La Svimez sottolinea l’importanza dell’applicazione della clausola del 34% delle risorse ordinarie in conto capitale della P.A., non solo a quella delle amministrazioni centrali, da destinare al Mezzogiorno. Ciò in coerenza con quanto previsto dal decreto Mezzogiorno in sede di conversione , all’art. 7-bis comma 2 della legge del 27 febbraio 2017 n.18, che ha previsto di destinare al Mezzogiorno, con riferimento ai programmi di spesa delle amministrazioni centrali, un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione.
Quella del Mezzogiorno è attualmente del 34% rispetto a quella nazionale, mentre gli investimenti ordinari hanno raggiunto una quota solo del 27% nel 2016 e il valore più basso nel 19,1% nel 2013.
E’ evidente, pertanto, che le risorse straordinarie per il Mezzogiorno sono al momento sostitutive e non aggiuntive rispetto a quelle ordinarie.
Vincenzo Gallo
Architetto