Presidente Letta convoca la Calabria (regione, sindaci etc) per chiarire operazione armi chimiche

Presidente Letta convoca la Calabria (regione, sindaci etc) per chiarire operazione armi chimiche
Il trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro avverra' in
"tutta sicurezza", nel rispetto di tutti gli standard internazionali: lo scalo
calabrese e' stato scelto perche' ha esperienza, "e' attrezzato ai trasbordi
pericolosi" e ha gia' movimentato sostanze classificate 6.1, uguali a quelle in
arrivo con la nave danese. Palazzo Chigi, nel pieno della polemica, torna a
spiegare la scelta calabrese come base di 'scambio' delle armi chimiche siriane,
ridimensionando ogni tipo di allarme. E annuncia che il premier Enrico Letta ha
convocato per martedi' a Roma tutte le parti, dalla Regione ai sindaci, dalla
autorita' portuali ai vertice delle aziende interessate all'operazione. Per
spiegare e rassicurare. In un tavolo sollecitato anche dal governatore della
Calabria che, dopo aver messo ieri Roma in guardia
sul rischio di una "guerra civile", aveva chiesto un dialogo con le istituzioni
locali: "E' stato accolto il mio appello e questo e' importante. Andremo
all'incontro per chiedere garanzie e avere certezze, per capire e comprendere",
commenta Giuseppe Scopelliti. Che rilancia: "Visto che e' un porto sicuro quale
migliore occasione di accogliere la richiesta della Regione di istituire la zona
economica speciale". E' "giusto coinvolgere sindaci, enti territoriali e
Regione" nell'operazione, ha spiegato anche il ministro dei Trasporti Mario
Lupi, sottolineando che "tutti insieme possiamo garantire maggiore sicurezza".
In una vicenda in cui la Calabria - aveva spiegato
Scopelliti - lamenta "una carenza di comunicazione che ha messo in difficolta'
tutti noi". La stessa lamentata anche da alcuni primi cittadini dell'area che
dicono di essere rimasti all'oscuro anche di quelle attivita' del passato che
Gioia Tauro ha sperimentato in materia di trasbordi di sostanze chimiche. E che
oggi rappresentano una garanzia per la prossima operazione 'siriana', torna a
far notare il governo con una lunga e dettagliatissima nota in cui si spiegano,
punto per punto, le caratteristiche e le modalita' dell'operazione. Che si
svolgera' in 10-24 ore senza "sbarco" o "stoccaggio" a terra: il carico passera'
"da nave a nave", con un sistema di "packaging che avviene nell'assoluto
rispetto delle norme internazionali" sotto l'occhio attento di "ispettori
internazionali" Opac. Palazzo Chigi torna cosi' a ricordare che nel 2012-2013
Gioia Tauro ha movimentato 3.048 container contenenti sostanze tossiche 6.1, per
un totale di 60.168 tonnellate, una quantita' ben superiore alle 560 tonnellate,
in 20 container, in arrivo dalla Siria: "E' attrezzato ai trasbordi pericolosi",
si ribadisce. Come ricorda anche il ministro della Difesa, Mario Mauro: "E'
stato individuato per la sua eccellenza nel trattare le sostanze di cui si parla
e che non sono armi chimiche". Mentre l'arrivo della nave danese 'Ark Futura'
con il suo contestato carico e' atteso entro fine mese, dopo il 23 gennaio,
l'Opac ringrazia l'Italia per l'importante "contributo agli sforzi
internazionali per eliminare le armi chimiche siriane". E un suo esperto,
Ferruccio Trifiro' del comitato scientifico, spiega che "si trasborderanno solo
alcune cisterne con sostanze chimiche tossiche" alla "presenza di esperti Opac:
persone esperte e attente. E' un'operazione di trasbordo, non chimica". Gioia
Tauro, intanto, aspetta. Con il porto che oggi ha lavorato "normalmente", con il
regolare andirivieni di container. Ed sindaco che manda un messaggio a Roma: "Se
siamo stati scelti perche' tra i migliori di Italia allora perche' non ci hanno
mandano la Concordia" per lo smantellamento?, si chiede Renato Bellofiore.
Facendo sponda allo sfogo di un portuale: "Siamo tanto bravi? E perche' siamo
tutti in cig a rotazione?