'NDR. Riscuotevano tangenti: arrestate tre sorelle, nipoti del boss Zappia

'NDR. Riscuotevano tangenti: arrestate tre sorelle, nipoti del boss Zappia

Erano tre "sorelle d'omertà" a riscuotere direttamente la tangente che i capi della cosca Zappia-Cianci imponevano agli agricoltori di San Martino di Taurianova, centro della Piana di Gioia Tauro. Sorelle anche all'anagrafe, Maria, Teresa e Rosetta Zappia, rispettivamente di 52, 44 e 37 anni, nipoti del vecchio capo bastone don Giuseppe Zappia, ucciso in un agguato nel 1993 e definito "il presidente" per aver presieduto il cosiddetto "Summit di Montalto" del 26 ottobre 1969, interrotto dal tempestivo intervento dai poliziotti di Reggio Calabria diretti allora da Alberto Sabatino e dal questore Emilio Santillo.
"Il potere mafioso in Calabria - ha detto il capo della Dda di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho - dopo anni di indagini, operazioni ed arresti, è sempre nelle stesse mani.
Nelle mani degli eredi di Giuseppe Zappia e di Domenico Cianci, il quale, appena messo fuori i piedi dalla galera, ha iniziato da subito, con minacce e danneggiamenti, a perseguire l'attività estorsiva dopo alcuni anni di prigione. E' grave però rimanere immobili e silenti e solo quando si romperà l'omertà la 'ndrangheta davvero sparirà nel nulla".
"Le indagini - ha detto il questore Guido Longo - sono iniziate grazie al collaboratore di giustizia Antonio Russo il quale svolgeva inizialmente il ruolo di 'mediatore' tra i proprietari terrieri e la 'ndrangheta, dopo una serie di atti di intimidazione e danneggiamenti alle coltivazioni. La 'ndrangheta puntava ad imporre la 'guardiania', una sorte di protezione mascherata, pena gravi ritorsioni. Ma Russo è stato scoperto ed ha iniziato a raccontare quanto già eravamo riusciti a scoprire".
Il dirigente della squadra mobile, Gennaro Semeraro, che ha diretto l'operazione coordinando l'attività degli agenti del commissariato di Taurianova, ha detto che "al di là dell'entità delle somme richieste, la cosca Zappia-Cianci esercitava un asfissiante controllo del territorio, una connotazione tipica della ndrangheta e che caratterizza la suddivisione dei singoli 'locali' nel più vasto 'mandamento'".