di ANNA RITA LEONARDI - (Riceviamo e pubblichiamo) I senatori calabresi D'Ascola, Caridi e Bilardi, appartenenti allo schieramento politico NCD che in Calabria fa capo al governatore Giuseppe Scopelliti, dichiarano di voler presentare un'nterrogazione parlamentare ad Angelino Alfano (non si capisce se come ministro dell'interno o come loro leader nazionale!) per chiedere le dimissioni dell'on. Rosy Bindi (Pd) presidente della commissione parlamentare antimafia. Il motivo? L'on. Bindi avrebbe "influenzato" la decisione di prorogare il commissariamento del comune di Reggio Calabria per "favorire" il PD nella scelta del proprio candidato sindaco alle prossime elezioni comunali.
I senatori del NCD però, in questa fantomatica e surreale ricostruzione di eventi, si sono però dimenticati di citare alcuni punti importanti e realmente accaduti: 1) al commissariamento ci si è arrivati perchè il comune guidato dal duo Arena/Scopelliti è stato "SCIOLTO PER INFILTRAZIONI MAFIOSE", non per un complotto alieno o per un allineamento di pianeti; 2) la decisione ultima sulla proroga del commisariamento del comune di Reggio Calabria è stata presa dal Ministro dell'interno, appunto il loro leader nazionale Angelino Alfano. Quindi qualora ritenessero la decisione "faziosa" dovrebbero chiedere le dimissioni del loro leader e non dell'on. Rosy Bindi; 3) viste le ennesime vicende giudiziarie a carico del governatore della regione Calabria (i pm chiedono cinque anni di carcere per Giuseppe Scopelliti al quale vengono contestati i reati di falso in atto pubblico e abuso d'ufficio e gli viene attribuita, inoltre, la responsabilità di gran parte del buco nei bilanci del comune di Reggio Calabria), i senatori del NCD dovrebbero concentrarsi nel chiedere le dimissioni del loro massimo rappresentante regionale, in nome di quella trasparenza ed onestà che tanto amano nominare.
Anna Rita LeonardiDirezione provinciale PD Reggio Calabria