C'è grande amarezza, delusione e tensione a Sant'Onofrio, piccolo centro di tremila abitanti a pochi chilometri da Vibo Valentia, dove per la prima volta nella storia non si è svolta la processione dell'Affruntata, il tradizionale rito dell'incontro della statua del Cristo risorto e quelle di San Giovanni e la Madonna. La decisione è stata presa per protesta contro il Comitato per l'ordine e la sicurezza che aveva stabilito che le statue dovevano essere portate dai volontari della Protezione civile per evitare infiltrati della 'ndrangheta.
Si è svolta, invece, regolarmente e senza problemi la processione nel comune di Stefanaconi dove i cittadini hanno accettato, seppur con qualche malumore, la decisione di far portare le statue ai ragazzi della protezione civile. A Stefanaconi il rito religioso si è svolto con la vigilanza di molti carabinieri e poliziotti che, sin da stamane, hanno presidiato tutto il territorio comunale.
Al suo arrivo mons. Renzo ha espresso solidarietà a tutta la popolazione di Sant'Onofrio sostenendo che se ""si fosse trovata una soluzione condivisa ne avrebbero giovato tutti. Sono venuto a Sant'Onofrio a portare la mia solidarietà e vicinanza alla popolazione che ha dovuto rinunciare al rito dell'Affruntata. Se mi avessero interpellato al momento opportuno sarei intervenuto io in prima persona. L'Affruntata non è uno spettacolo, è un rito religioso sentito da tutta la popolazione e tale deve restare".
Quando il presule ha iniziato a celebrare la messa sono state vietate le riprese televisive e le fotografie all'interno della chiesa di Maria Santissima delle Grazie. La decisione è stata sostenuta dai fedeli con un lungo applauso.
A Sant'Onofrio non è tuttavia la prima volta che la processione subisce 'contraccolpi' provocati dai tentativi di allontanare esponenti delle cosche da questo rito popolare facendo così venir meno il loro 'prestigio'. Nel 2010, ad esempio, l' Affruntata fu posticipata di una settimana dopo che, nella notte precedente l'evento, la 'ndrangheta aveva sparato alcuni colpi di arma da fuoco contro il cancello della casa dell'allora priore della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdò, che da sempre organizza la cerimonia. Dopo l'intimidazione la processione fu sospesa e poi celebrata sette giorni dopo. L'anno successivo, stesso copione con l'intimidazione alla squadra di calcio locale, a ridosso della Pasqua scelta dalla chiesa per portare le statue.