"La tendopoli di San Ferdinando - racconta Fracassi - e' una baraccopoli, un luogo infernale per le condizioni di vita delle centinaia di migranti che vi cercano rifugio, tra cui alcune donne e bambini. Cosi' come sono infernali le condizioni in cui queste persone sono costrette a lavorare, sotto i talloni dei caporali e l'ombra della criminalita' organizzata, sfruttate per pochi euro nella raccolta degli agrumi. Da anni la Cgil - ricorda la dirigente sindacale che e' a San Ferdinando, cosi' come in tanti altri ghetti disseminati nel territorio, e oltre a denunciarne l'incivilta' prova quotidianamente a dare una risposta sul versante dei diritti e delle tutele ai lavoratori che ci vivono. Luoghi come questo e fatti come quelli che si sono verificati oggi, probabilmente frutto dell'esasperazione e del degrado, richiamano alla responsabilita' tutte le istituzioni locali e nazionali. Non e' piu' tempo - sostiene - di promesse vane, strumentalizzazioni e impegni non rispettati, e' doveroso restituire dignita' di vita e di lavoro ai migranti ed e' improrogabile un intervento di contrasto al caporalato. Per questo - conclude Fracassi - chiediamo di attribuire una corsia preferenziale alla legge depositata in senato e che le istituzioni territoriali si attivino per trovare soluzioni dignitose per l'accoglienza che superino tendopoli e ghetti, vera e propria negazione dell'integrazione".
CGIL. Nella tendopoli di Rosarno fatto gravissimo, passare ad atti concreti
"La tendopoli di San Ferdinando - racconta Fracassi - e' una baraccopoli, un luogo infernale per le condizioni di vita delle centinaia di migranti che vi cercano rifugio, tra cui alcune donne e bambini. Cosi' come sono infernali le condizioni in cui queste persone sono costrette a lavorare, sotto i talloni dei caporali e l'ombra della criminalita' organizzata, sfruttate per pochi euro nella raccolta degli agrumi. Da anni la Cgil - ricorda la dirigente sindacale che e' a San Ferdinando, cosi' come in tanti altri ghetti disseminati nel territorio, e oltre a denunciarne l'incivilta' prova quotidianamente a dare una risposta sul versante dei diritti e delle tutele ai lavoratori che ci vivono. Luoghi come questo e fatti come quelli che si sono verificati oggi, probabilmente frutto dell'esasperazione e del degrado, richiamano alla responsabilita' tutte le istituzioni locali e nazionali. Non e' piu' tempo - sostiene - di promesse vane, strumentalizzazioni e impegni non rispettati, e' doveroso restituire dignita' di vita e di lavoro ai migranti ed e' improrogabile un intervento di contrasto al caporalato. Per questo - conclude Fracassi - chiediamo di attribuire una corsia preferenziale alla legge depositata in senato e che le istituzioni territoriali si attivino per trovare soluzioni dignitose per l'accoglienza che superino tendopoli e ghetti, vera e propria negazione dell'integrazione".