Vincenzo Oliveri "in passato - chiarisce la Dia - è stato coinvolto in diversi procedimenti penali per la commissione di reati associativi finalizzati alla commissione di truffe aggravate, frode in commercio, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, i quali si sono conclusi con provvedimenti di prescrizione o amnistia. Di recente, è stato, anche tratto in arresto per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata ed altro, in ordine all'indebita percezione di contributi erogati a favore di aziende facenti parte del suo Gruppo imprenditoriale" Nel provvedimento, per i Giudici del Tribunale reggino i motivi fondanti della confisca, più che quelli riguardanti la sproporzione tra i redditi dichiarati e percepiti, comunque sussistente, sono stati gli indizi sull'ingente patrimonio da lui accumulato nel tempo, considerato frutto di attività imprenditoriale illecita. La misura ablativa, in sostanza, ha riguardato nr. 15 società (di cui è stata disposta la confisca della sola quota dell'imprenditore), nr. 88 immobili, nr. 7 autoveicoli, nr. 385 titoli comunitari (aiuti all'agricoltura) - che danno diritto a percepire dall'AGEA la somma di circa 1,6 milioni di euro annui - e svariati conti correnti societari e personali. Il valore complessivo dei beni confiscati è stimato in oltre 324 milioni di euro. Le aziende confiscate proseguono ora la loro attività con appositi amministratori giudiziari nominati dall'Autorità giudiziaria.
REGGIO. Megaconfisca di 324 mln al gruppo Oliveri
Vincenzo Oliveri "in passato - chiarisce la Dia - è stato coinvolto in diversi procedimenti penali per la commissione di reati associativi finalizzati alla commissione di truffe aggravate, frode in commercio, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, i quali si sono conclusi con provvedimenti di prescrizione o amnistia. Di recente, è stato, anche tratto in arresto per i reati di associazione a delinquere, truffa aggravata ed altro, in ordine all'indebita percezione di contributi erogati a favore di aziende facenti parte del suo Gruppo imprenditoriale" Nel provvedimento, per i Giudici del Tribunale reggino i motivi fondanti della confisca, più che quelli riguardanti la sproporzione tra i redditi dichiarati e percepiti, comunque sussistente, sono stati gli indizi sull'ingente patrimonio da lui accumulato nel tempo, considerato frutto di attività imprenditoriale illecita. La misura ablativa, in sostanza, ha riguardato nr. 15 società (di cui è stata disposta la confisca della sola quota dell'imprenditore), nr. 88 immobili, nr. 7 autoveicoli, nr. 385 titoli comunitari (aiuti all'agricoltura) - che danno diritto a percepire dall'AGEA la somma di circa 1,6 milioni di euro annui - e svariati conti correnti societari e personali. Il valore complessivo dei beni confiscati è stimato in oltre 324 milioni di euro. Le aziende confiscate proseguono ora la loro attività con appositi amministratori giudiziari nominati dall'Autorità giudiziaria.