Dell'operazione Dirty Soccer, messa a segno a maggio 2015, una grossa trance e' rimasta a Catanzaro. Tutte le posizioni dei reati commessi nel napoletano sono state stralciate mentre sono rimaste di competenza del tribunale del capoluogo 62 posizioni. Secondo l'accusa, era stata creata una vera e propria organizzazione formata da giocatori, allenatori, dirigenti e direttori sportivi con lo scopo di truccare le partite per favorire le vincite con le scommesse. Altro scopo dell'associazione sarebbe stato quello di portare la squadra del Neapolis in serie D. E proprio le partite artefatte del Neapolis hanno messi gli uomini della Squadra Mobile di Catanzaro sulla pista del calcio sporco. Consulente di mercato del Neapolisi era, infatti, Pietro Iannazzo, elemento di spicco dell'omonima cosca di Lamezia Terme, coinvolto nell'operazione antimafia 'Andromeda'. E proprio le intercettazioni su Pietro Iannazzo hanno aperto il filone di indagine 'Dirty Soccer' che ha coinvolto societa' sportive di tutta Italia tra cui Catanzaro, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L'Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forli', Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova, Savona.