Trento spende 3560 euro per bambino, Roma 2950, Catanzaro 67, Vibo 57, Reggio 31

Trento spende 3560 euro per bambino, Roma 2950, Catanzaro 67, Vibo 57, Reggio 31
Sono ancora pochi in Italia - e lontani dai parametri europei - i posti disponibili negli asili nido rispetto al numero di bimbi che potrebbe frequentarli. Lo conferma un report dell'Istat che per la prima volta presenta i risultati del Censimento delle strutture pubbliche e private che offrono servizi socio-educativi per la prima infanzia.

Nell'anno scolastico 2013-14 sono state censite sul territorio nazionale 13.459 strutture, 35% pubbliche e 65% private. I posti disponibili, in tutto 360.314, coprono il 22,4% del potenziale bacino di utenza, ossia i bambini sotto i tre anni residenti in Italia. Un valore molto piu' basso della quota del 33% che l'Unione europea ha posto come obiettivo strategico per promuovere la maggiore partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e migliorare la conciliazione della vita familiare e lavorativa.

Per i servizi socio-educativi rivolti alla prima infanzia i Comuni hanno impegnato nel 2013 circa 1 miliardo 559 milioni di euro: il 3% in meno rispetto all'anno precedente. Pressoche' invariata, fra il 2012 e il 2013, la cifra incassata dai Comuni per la compartecipazione alla spesa da parte delle famiglie che e' pari a circa 310 milioni di euro. Nell'arco del decennio 2003-2013, la quota a carico delle famiglie aumenta dal 17,5% al 20% della spesa comunale complessiva per gli asili nido.

Le differenze territoriali nella quota di bambini presi in carico dai servizi pubblici o finanziati dal settore pubblico sono ancora forti. Al Centro-nord i posti censiti nelle strutture pubbliche e private coprono il 28,2% dei bambini sotto i 3 anni, mentre nel Mezzogiorno si hanno 11,5 posti per cento bambini residenti. Oltre il 17% dei bambini del Centro-nord e' accolto in servizi comunali o finanziati dai Comuni. Nel Mezzogiorno e' meno del 5%. Notevoli anche le differenze nella spesa comunale in rapporto al potenziale bacino di utenza. Confrontando i Comuni capoluogo di Provincia, la spesa piu' alta si ha a Trento, con 3.560 euro per bambino residente, seguono Bologna con oltre 3.400 e Roma con quasi 2.950 euro pro-capite; sul versante opposto si trovano i Comuni di Reggio Calabria (31 euro per bambino), Vibo Valentia (57 euro), Catanzaro (67 euro).