Dopo aver messo in evidenza quelli che definisce "i due capisaldi fondamentali della riforma, il superamento del bicameralismo paritario ed il riordino del rapporto tra Stato e Regioni", il presidente della Giunta regionale della Calabria, prosegue la nota, ha ricordato "i vari tentativi falliti di riformare la Costituzione compiuti nel corso degli anni e la necessita' di adeguare il Paese all'Europa e al mercato globale, eliminando una volta per tutte ostacoli, lungaggini e farraginosita' nell' attivita' legislativa". "Se dovesse prevalere il No - ha aggiunto - tutto rimarra' come prima e noi ci ritroveremo di nuovo davanti ad un Paese bloccato ed ingessato e passerebbero almeno altri 40 anni prima che si possa ripetere il tentativo di riformarne la Costituzione. Ma davvero c'e' ancora qualcuno che crede nel fatto che, una volta bocciata l'attuale proposta di riforma e sventato il pericolo di essere mandati a casa definitivamente, i senatori si metteranno intorno ad un tavolo per dar vita, in pochi mesi, ad un'altra proposta di riforma?".
"Il tema su cui siamo chiamati ad esprimere il nostro voto - ha detto Oliverio - e' sull'ammodernamento del Paese e non su Renzi-si' o Renzi-no. Capisco la spregiudicatezza e la strumentalizzazione portata avanti dal centrodestra che cerca di cavalcare politicamente il risultato della consultazione per mandare a casa l'attuale governo e per sostituirsi ad esso, ma non riesco assolutamente a comprendere quegli amici e quei compagni, che ho stimato, stimo e continuero' a stimare lo stesso, che si prestano a questo tentativo. Ne' mi convince il fatto che si possa utilizzare il referendum per consumare una rivincita contro Renzi, guardando alla consultazione come ad un pre-congresso del Pd. Ci sara' un tempo per il congresso e uno per giudicare Renzi attraverso le elezioni. Qui si tratta di altro: occorre esprimersi nel merito di una riforma che riguarda la modernizzazione e il futuro del nostro Paese".
"Il tema su cui siamo chiamati ad esprimere il nostro voto - ha detto Oliverio - e' sull'ammodernamento del Paese e non su Renzi-si' o Renzi-no. Capisco la spregiudicatezza e la strumentalizzazione portata avanti dal centrodestra che cerca di cavalcare politicamente il risultato della consultazione per mandare a casa l'attuale governo e per sostituirsi ad esso, ma non riesco assolutamente a comprendere quegli amici e quei compagni, che ho stimato, stimo e continuero' a stimare lo stesso, che si prestano a questo tentativo. Ne' mi convince il fatto che si possa utilizzare il referendum per consumare una rivincita contro Renzi, guardando alla consultazione come ad un pre-congresso del Pd. Ci sara' un tempo per il congresso e uno per giudicare Renzi attraverso le elezioni. Qui si tratta di altro: occorre esprimersi nel merito di una riforma che riguarda la modernizzazione e il futuro del nostro Paese".