Non si puo' chiedere ad una comunita' di oltre 100.000 abitanti un voto a scatola chiusa, occorre prima di tutto agire con serieta' e chiarezza. Lo statuto e lo studio di fattibilita' della citta' unica sono documenti che i cittadini devono conoscere, sui quali occorre condivisione e consapevolezza. La fusione di tre citta' e' un processo dal quale non si torna indietro, sarebbe folle immaginare che basti uno slogan o un incontro tra i sindaci e i segretari comunali per sancire un traguardo del genere. I consigli comunali sono legittimati a prendere tutte le decisioni che ritengono opportune, nessuno lo mette in dubbio, ma devono essere messi nella condizione di poter approvare o bocciare una proposta che abbia gia' solide basi di studio nella piena consapevolezza della cittadinanza. La citta' unica e' un obiettivo condiviso anche dal presidente Oliverio e non si sono messe sul tavolo altre ipotesi, si tratta solo di individuare il percorso amministrativo e istituzionale piu' adeguato. In un momento storico e sociale in cui i cittadini sono distanti dalla politica, coinvolgerli in questo processo, attraverso una consultazione popolare preliminare a qualsiasi atto ufficiale, sarebbe un modo per riqualificare il senso stesso della rappresentanza.
Evidentemente il sindaco di Cosenza intende percorrere scorciatoie verticistiche e alla democrazia partecipata preferisce quella a consenso informato. Il sindaco Occhiuto ha preferito rispondere alla nostra proposta con accuse personali francamente inspiegabili alle quali per pudore istituzionale (che lui ha dimostrato di non avere) preferiamo non rispondere". "Da parte nostra - concludono i tre consiglieri - proseguiremo sul percorso stabilito nella giornata di ieri presentando in breve tempo la proposta di legge per una consultazione popolare sull'area urbana di Cosenza perche' noi, a differenza di altri che bluffano, la citta' unica vogliamo costruirla davvero"