I provvedimenti restrittivi sono stati notificati anche nelle Case circondariali di Vibo Valentia, Nuoro, Spoleto, Tolmezzo, Cagliari, Melfi e Frosinone. I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con la collaborazione dei militari dei Comandi provinciali territorialmente competenti, hanno notificato anche due divieti di dimora. Dei 40 arrestati, 7 sono stati posti ai domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, danneggiamenti, lesioni personali gravi, frode sportiva, intestazione fittizia di beni, incendio, con l'aggravante, per taluni, di aver agito con metodo mafioso. Gli arresti di oggi giungono al termine delle indagini fatte all'indomani dei fermi del 3 novembre quando furono catturate 40 persone mentre una e' ancora irreperibile perche' all'estero. L'indagine, svolta dai militari della Compagnia di Gioia Tauro sotto il coordinamento della Dda, sviluppata con metodologie di tipo tradizionale e il fondamentale aiuto di un'articolata attivita' tecnica, a riscontro anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, aveva consentito di far luce su una serie di crimini commessi a Laureana di Borrello e nelle zone limitrofe. Dalle indagini e' emerso, secondo gli investigatori, come il Comune di Laureana di Borrello fosse stato, negli ultimi anni, un ente per certi aspetti soggetto ai condizionamenti da parte delle cosche che, grazie alle compiacenze di alcuni politici, erano riuscite a ottenere l'aggiudicazione di appalti comunali. Tra gli arrestati di oggi vi sono anche alcuni indagati per i quali inizialmente non erano stati accolti gli elementi indizianti raccolti dalla Dda. Indizi che hanno trovato invece condivisione nell'ordinanza del gip di oggi.
NDR. Attacco ai Ferrentino-Chindamo, 40 arresti sta Reggio, Milano, Pavia e Cremona. Anche un avvocato
I provvedimenti restrittivi sono stati notificati anche nelle Case circondariali di Vibo Valentia, Nuoro, Spoleto, Tolmezzo, Cagliari, Melfi e Frosinone. I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con la collaborazione dei militari dei Comandi provinciali territorialmente competenti, hanno notificato anche due divieti di dimora. Dei 40 arrestati, 7 sono stati posti ai domiciliari. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, danneggiamenti, lesioni personali gravi, frode sportiva, intestazione fittizia di beni, incendio, con l'aggravante, per taluni, di aver agito con metodo mafioso. Gli arresti di oggi giungono al termine delle indagini fatte all'indomani dei fermi del 3 novembre quando furono catturate 40 persone mentre una e' ancora irreperibile perche' all'estero. L'indagine, svolta dai militari della Compagnia di Gioia Tauro sotto il coordinamento della Dda, sviluppata con metodologie di tipo tradizionale e il fondamentale aiuto di un'articolata attivita' tecnica, a riscontro anche delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, aveva consentito di far luce su una serie di crimini commessi a Laureana di Borrello e nelle zone limitrofe. Dalle indagini e' emerso, secondo gli investigatori, come il Comune di Laureana di Borrello fosse stato, negli ultimi anni, un ente per certi aspetti soggetto ai condizionamenti da parte delle cosche che, grazie alle compiacenze di alcuni politici, erano riuscite a ottenere l'aggiudicazione di appalti comunali. Tra gli arrestati di oggi vi sono anche alcuni indagati per i quali inizialmente non erano stati accolti gli elementi indizianti raccolti dalla Dda. Indizi che hanno trovato invece condivisione nell'ordinanza del gip di oggi.