APPregionali1. Lo strano autogol di Occhiuto (per vincere) e la volatilità del voto

APPregionali1. Lo strano autogol di Occhiuto (per vincere) e la volatilità del voto

UNO. Roberto Occhiuto, attuale capogruppo di Fi alla Camera dei deputati, s’è presentato ai calabresi come candidato Governatore del Cdx - unito e in grande spolvero - della Calabria.

Curiosamente, l’ha fatto con un argomento che sembra suggerito dai suoi avversari politici per indebolire l’intero Cdx e la sua candidatura di Presidente.

Secondo la Dire, alla kermesse del Cdx, presenti online o di persona tutti i leader nazionali di un Cdx unito e in grande spolvero, Occhiuto ha precisato: “Non sarei onesto a dire a dire che penso che sia una strada in salita per il centrodestra. A causa delle divisioni del centrosinistra sarà abbastanza semplice vincere”.

Valutazione innegabile e oggettiva che però si presta a considerazioni che potrebbero diventare imbarazzanti per il futuro Governatore della Calabria. Occhiuto sostiene, in realtà, che se quelli del Csx non fossero tanto incapaci da ridursi in mille pezzi non è detto che lui diventerebbe Governatore. Più semplicemente: data la situazione ha la maggioranza elettorale tecnicamente necessaria per vincere legittimamente ma non quella dei calabresi. Non sarà scelto, se verrà scelto, perché il migliore in campo, ma perché i suoi avversari invece di fare squadra

Perché questo autogol? Occhiuto non è uno sprovveduto. Sa benissimo, come tutti i candidati calabresi alle Regionali, fin da quando le Regioni sono state purtroppo istituite, che non sono pochi i calabresi che votano per vincere ancor prima che per questo o quel partito. Il fenomeno è diffuso anche oltre la Calabria, ma qui da noi, è molto più ampio che altrove. Forse perché l’estrema debolezza della Calabria e il suo scarso peso politico nazionale, spinge un bel po’ di cittadini a ricercare protezione. Insomma, l’autogol di Occhiuto non è detto sia un “autogol”: darsi vincente, anche se con un’argomentazione apparentemente contraria ai propri interessi elettorali, aiuta a vincere. e a raccogliere voti.

DUE. Quanto fin qui argomentato non significa che Occhiuto abbia torto: l’area del Csx, che appare molto ampia, è veramente frantumata in tanti pezzetti ed è in parte non conciliabile. Lo vedono e lo sottolineano tutti.

Quel che non si vede bene, invece, è se l’area del Csx sia veramente tale o se la sua ampiezza sia dovuta anche al fatto che in essa vengono inglobate forze che del Csx, come lo abbiamo conosciuto in passato e continuiamo a conoscerlo ora, non sono.

De Magistris, che sembra furoreggiare (ed è un sembra rilevante), è Csx? Lui sostiene di no. Chiede voti a tutti gli elettori al di là e al di sopra della collocazione di Csx e/o Cdx: una posizione che in passato era propria del qualunquismo di destra. L’arcipelago pentastellato in Calabria è voto di Csx e/o di Cdx? E Tansi? E il voto “giustizialista” dove va collocato? E il non voto? Cioè il voto di quanti ingrosseranno le file dell’astensionismo (confermato non solo dai sondaggi ma dai voti in tutta Europa e non solo) sarà il risultato di una perdita di voti del Cdx o del Csx?

Insomma, anche lo schema di Occhiuto, quello del Csx spezzettato che dovrebbe garantirgli il successo, potrebbe rivelarsi inconsistente. La volatilità elettorale, come quella economica, implica variazioni accentuare e imprevedibili.