GIOIA TAURO. Il Porto va! Ma ora e subito: infrastrutture e Zes

GIOIA TAURO. Il Porto va! Ma ora e subito: infrastrutture e Zes

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Il porto di Gioia Tauro ha riconquistato nel 2020 il posto numero 8 nella graduatoria dei porti container europei e ridiventa il primo porto italiano. Nel 2019 era al posto 13.
Per avere un termine di confronto, Genova, che è il miglior porto container italiano dopo Gioia, mantiene nel 2020 la posizione 12 che già aveva nel 2019.
L’andamento è pienamente confermato per il 2021. Analizzando le statistiche complessive per i primi sei mesi, fornite da Assoporti, si rilevano circa 18 milioni di tonnellate di merci in contenitore movimentate a Gioia rispetto a 13 milioni a Genova.

Gioia non è tornata ancora a livello precrisi (2007), quando era al settimo posto in Europa, ma è sulla buona strada.
Due fattori sono stati decisivi: la presenza di Msc sempre più importante che ha fatto di Gioia un hub di eccellenza per la movimentazione dei contenitori e l’elaborazione di una strategia regionale complessiva per il porto e il retroporto. Questi due fattori hanno posto le condizioni per la crescita di cui da due anni si raccolgono i risultati.

Msc sta mantenendo i piani di investimento dopo aver riassorbito i lavoratori. Invece gli investimenti pubblici nuovi sono fermi. 
Dopo il finanziamento della banchina Ovest, da parte della Regione Calabria nel 2018, il piano di potenziamento infrastrutturale si è fermato, sia negli interventi lato mare, sia in quelli lato terra. Allo stesso modo la Zes, progettata e portata avanti per prima in Italia dalla Calabria, si è impantanata.

Interventi infrastrutturali lato mare. Nel Piano Trasporti approvato dal Consiglio regionale nel 2016 e in tutti i documenti successivi (compreso il programma Pon per Area Logistica Integrata di Gioia) è stata individuata la necessità di completare banchine e piazzali nel lato Sud. Niente è stato fatto dalla Regione e niente dallo Stato con i fondi ordinari o con i fondi del Pnrr. Nemmeno un euro per la banchina Sud nei fondi ordinari e nemmeno nei fondi Pon gestiti dallo Stato. Nessuna nota inviata dalla Regione per chiedere l’inserimento nel Pnrr.

Interventi infrastrutturali lato terra. Il sistema stradale principale previsto nel Piano Regionale Trasporti del 2016 e nel piano per l’Area Logistica Integrata di Gioia, è composto schematicamente da tre strade a 4 corsie:
1 raccordo stradale Nord da Rosarno a ingresso porto, che deve essere potenziato infrastrutturalmente e passato all’Anas, il raccordo è stato finanziato nel 2016, ma non si hanno più notizie;
2 asse dei servizi, dall’ingresso del porto da una parte verso sud grosso modo al cimitero di Gioia, e dall’altra verso Nord San Ferdinando;
3 raccordo stradale Sud, dalla fine dell’asse dei servizi (cimitero di Gioia) con due lotti, verso la 18 e poi collegamento con svincolo di Gioia Tauro.
Di queste opere nel Pnrr e nel piano straordinario sembra ci sia solo un pezzetto del raccordo Sud e la sistemazione dello svincolo di Rosarno.

Interventi economici Zes. Anche sulla Zes si è fermato tutto. Dopo un avvio veloce che ha portato ad avere la Zes Calabria come prima Zes approvata nel Paese, prima l’istituzione dei Commissari, ha rallentato fortemente l’attività, adesso l’azzeramento dei commissari fatti dal Governo precedente e l’attesa per i nuovi ha fermato del tutto. Quindi non solo si sta perdendo tempo a nominare il commissario Zes Calabria ma poi se ne perderà altro per permettere al Commissario di entrare nel merito.

Spetta al (nuovo) Presidente Occhiuto operare per recuperare subito il tempo perso.
Il privato Msc sta operando a pieno mettendo sul tavolo i soldi che ha pianificato di mettere. I lavoratori, dai gruisti ai manager, stanno dimostrando grandi capacità gestionali, pari o superiori a quelli di porti ben più blasonati.
Mancano all’appello lo Stato e la Regione. A fronte degli investimenti a Genova e a Trieste previsti nel Pnrr e nel fondo complementare, a Gioia niente di nuovo negli investimenti infrastrutturali.

Occhiuto, che non ha responsabilità pregresse se si escludono quelle che gli tocano come componente della classe politica calabrese, deve intervenire subito su infrastrutture lato mare (banchina Sud) e lato terra (sistema strade 4 corsie), e sulla Zes. Da ora in poi sarà lui adover dare conto ai calabresi o a prendersi il merito di una rapida rincorsa. Il fatto che il porto abbia riconquistato l’ottava posizione, non deve farci dormire. Il porto è la più grande realtà economica della Regione e può diventare ancora più importante con la Zona Economica Speciale e con i completamenti infrastrutturali. Serve una risposta urgente e all'altezza.
*Università di Reggio Calabria