L'INTERVENTO. Ma rimuovere Draghi è rischioso

L'INTERVENTO. Ma rimuovere Draghi è rischioso

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Non è più tempo di scherzare. Tra poco iniziano le votazioni per il Quirinale. Mario Draghi deve completare il lavoro sul Pnrr e la battaglia contro il virus. Rimuoverlo da Palazzo Chigi è pericoloso e irresponsabile. Non solo per noi, ma anche per lui.A contare nei prossimi mesi e anni sarà l’esecuzione puntuale del PNRR, il contrasto alla pandemia e non tagliare nastri dal Quirinale, sempre che si voglia continuare a ricevere i soldi europei e con essi cercare di sostenere la transizione economica e digitale del paese. Ma soprattutto avere una guida al Governo forte e certa nel momento in cui dilagano i contagi e dilagheranno sempre piu’.

L’esecuzione del piano nazionale di ripresa e resilienza è di competenza del potere esecutivo, non del Presidente della Repubblica. Servono i decreti legge, non i corazzieri. L’alternativa a Draghi a Palazzo Chigi non è il semipresidenzialismo di fatto da Quirinale, che sarebbe una sgrammaticatura costituzionale e antidemocratica, ma metterci nella condizione di non riuscire a rispettare gli impegni europei sulle riforme, perdere i finanziamenti del NextGenerationEu, non avere la forza di negoziare il rinvio ulteriore del patto di stabilità e non rassicurare i mercati per il solo, semplice, fatto di non poter più contare sulla credibilità internazionale che garantisce Draghi al governo, nel luogo dove si prendono le decisioni. L’alternativa a Draghi al governo è la bancarotta del paese, di cui sarebbe responsabile lo stesso Draghi che lascia Palazzo Chigi per essere eletto presidente con un mandato extra costituzionale che non può, e non deve, rispettare.

Senza dimenticare i guai possibili, visti i precedenti, che potrebbero arrivare dalla mala gestione della pandemia affidata ai campioni che verrebbero dopo: o ci siamo dimenticati il caos dei tempi di Conte, Casalino e Arcuri, dei banchi a rotelle e delle primule e più di recente il negazionismo irresponsabile di Salvini e Meloni, i cui modelli sul Covid sono Boris Johnson, Trump e Bolsonaro?

La strada da percorrere fino all’ultimo giorno possibile è Draghi al Governo fino a scadenza naturale della legislatura, Mattarella o altra figura di garanzia al Quirinale e legge elettorale proporzionale per garantire tutti. Tutto sommato sarebbe anche semplice cambiare la legge elettorale, salvare la democrazia e tenere Draghi dove conta fino alle elezioni e anche dopo le elezioni, se solo a dare le carte ci fossero leader illuminati anziché narcisi che non riescono ad andare oltre l’interesse personale misurato col numero dei like su twitter.  

Draghi ovviamente sarebbe anche un perfetto Presidente della Repubblica, serio e autorevole e anche argine migliore di altri nel caso di presa del potere dei sostenitori della democrazia illiberale, forse addirittura anche una copertura utile a Meloni o Salvini nel caso vincessero le elezioni, ma che cosa potrebbe fare Draghi o chiunque altro al suo posto se a giugno si votasse con l’attuale legge e Meloni e Salvini arrivassero primi e grazie anche alla riduzione dei parlamentari ottenessero la maggioranza in Parlamento? 

Non potrebbe fare altro che affidargli il governo, a meno che la proposta dei sostenitori di Draghi al Quirinale sia che l’attuale premier debba fare una specie di colpo di Stato e decidere senza tenere conto dell’esito del voto chi nominare Presidente del Consiglio. Non essendoci a disposizione due Draghi, meglio tenere l’unico che abbiamo dove può continuare a eseguire l’opera di riscatto dell’Italia, nel luogo esatto dove i partiti populisti e i loro complici, dal Pd ai Fratelli d’Italia, dalla Lega ai Cinquestelle, vorrebbero invece rimettere le mani. 

Si riduce tutto a un’alternativa: affidereste la gestione del PNRR e della pandemia, insomma il paese malandato che ci ritroviamo, a Letta e Conte o a Meloni e Salvini, insomma a una delle due versioni del bipopulismo italiano, sapendo peraltro che è più probabile che prevalga la destra estrema? Oppure mettereste in sicurezza l’Italia con i una legge elettorale che escluda pieni poteri, consenta un’equa rappresentanza politica e permetta a Mario Draghi di continuare la missione che è stato chiamato a fare, fino al momento in cui saremo finalmente usciti dall’emergenza?