REGGIO. Il Tar brucia le speranze di Arena, inquieta Scopelliti e mette nei pasticci Alfano

REGGIO. Il Tar brucia le speranze di Arena, inquieta Scopelliti e mette nei pasticci Alfano

AAS     di MASSIMO ACQUARO - L'astro della Cancellieri non brilla come prima. Ma il Tar del Lazio non ci ha fatto molto caso. Lo scioglimento per mafia di palazzo San Giorgio era legittimo. Arena annuncia un ricorso al Consiglio di Stato e fa bene se pensa di aver ragione. Tra pochi giorni la corte d'appello di Reggio Calabria deciderà sul suo ricorso contro la sentenza che, qualche mese fa, ha inteso mettere la parola fine alla sua carriera politica.

Una battaglia difficile da vincere in queste condizioni visto che il Tar è arrivato nel peggiore momento possibile per Arena & co.

Partita chiusa, quindi? Forse sì, forse no.

In città tira da tempo una brutta aria e non volge al bello. C'è chi avvelena i pozzi e cerca lo scontro a tutti i costi, incendiando gli animi. In una bolgia simile non sarà facile per Arena & co. spuntarla.

Ci vorrebbe una tregua, ma obiettivamente manca un arbitro. Anche la chiesa reggina si è sentita chiamata in causa e Mons. Morosini è stato, come dire, "incisivo".

Tutto è rinviato al regolamento di conti dentro le urne. La battaglia più civile e democratica, quella del voto, in cui ogni cittadino vale quanto l'altro e nessuno può prevaricare.

Il voto, quindi. Quando? Si possono tentare delle date. Il decreto di scioglimento è del 10 ottobre 2012 scade dopo 18 mesi, il 10 aprile 2014.

Certo il ministro Alfano potrebbe proporre una proroga di altri sei mesi, in quel caso arriveremo al 10 ottobre 2014, tuttavia dovrà ottenerla entro il 19 febbraio 2014. La legge che regola lo scioglimento dei comuni prevede, infatti, che "L’eventuale provvedimento di proroga della durata dello scioglimento è adottato non oltre il cinquantesimo giorno antecedente alla data di scadenza della durata dello scioglimento stesso".

Come si vede il Viminale ha davvero poco, ma proprio poco tempo per decidere.

Entro il 19 febbraio 2014 tutte le procedure dovrebbero essere ultimate, le carte a posto, la procura di Reggio, le forze di polizia, la terna di Chiusolo e il prefetto dovrebbero aver fatto e trasmesso le proprie valutazioni al ministro dell'interno e costui dovrebbe portare il dossier al governo.

E qui la questione si complica.

La posizione di toghe e polizie sul punto è chiara da anni e c'è da scommettere che nessuno sarà disponibile a Reggio a mettere nero su bianco che si può votare perché tanto la ndrangheta è stata sloggiata da palazzo San Giorgio. Meglio prendersi tutto il tempo previsto dalla legge, poi si vede.

Ma Alfano ha in Scopelliti il suo principale sostenitore al sud ed ha certo l'imbarazzo di chiedere una proroga che per lui, tra l'altro, equivarrebbe a rimangiarsi la prefazione ad un duro libello con cui l'(ex) Pdl reggino gridava al complotto per lo scioglimento. E come se dicesse che il Comune era inquinato, anzi lo era tanto che 18 mesi non sono bastati a ripulirlo. Sarebbe il funerale del Modello Reggio officiato dall’uomo scelto da Scopelliti per garantirsi un futuro politico in crescita.

C'è da scommettere che Alfano le tenterà tutte per non rimetterci la faccia. E se alla fine non riuscirà a interrompere il meccanismo infernale potrebbe sempre dire che suo malgrado "la squadra Stato" - come lui la chiama - ha scelto per la proroga, scaricando di fatto la colpa su prefetti, toghe e tribunali.

Se, come non pare impossibile, la proroga ci sarà la città sarà chiamata a votare "in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre". Tra un anno circa.

A meno che Scopelliti non riesca a far valere il suo potere di contrattazione nel Nuovo CD e non voglia subire l'umiliazione del suo nuovo capo che gli brucia gli ultimi brandelli del modello Reggio tra le mani. Allora a maggio con le europee si andrebbe tutti a votare, sperando che la tempesta si quieti.