TACCUINO. A Reggio il Ncd di Scopelliti contro Alfano. Ovvero, l’eterogenesi dei fini

TACCUINO. A Reggio il Ncd di Scopelliti contro Alfano. Ovvero, l’eterogenesi dei fini

Il fiore       di ALDO VARANO - L’eterogenesi dei fini indica il fenomeno delle conseguenze non volute di azioni non solo volute ma attentamente studiate (male). Si realizza quando calcoli accuratamente (perfino con furbizia) i tuoi gesti ma ottieni l’effetto contrario a quello che ti eri proposto.

La reazione del Nuovo Centro Destra reggino sulla proroga del Commissariamento del Comune di Reggio proposta da Alfano al Governo che l’ha votata è un classico caso di eterogenesi. Rischia (anche) di essere un vero disastro politico per Scopelliti proprio mentre il Ncd si candida alla riorganizzazione del cdx italiano e all’affossamento definitivo del Berlusconismo e di Fi (ma su questo bisognerà discutere e scrivere nei prossimi giorni).

Torniamo a Reggio. Ha iniziato in solitudine il senatore Bilardi. Lo hanno seguito a ruota i suoi colleghi Caridi e D’Ascola. S’è infiltrato una seconda fila, Pasquale Naso. E’ arrivato perfino - evidente esagerazione - l’ex sindaco Arena. Ostinatamente zitta e muta tutta Forza Italia (intenta a gongolarsi). E chissà quanti sono lì lì col taglia e incolla. Se Scopelliti non li blocca crescerà il pasticcio.

La tesi è sempre la stessa: la proroga è stata provocata dalle pressioni e dai condizionamenti del csx su Alfano, specie per colpa del Pd reggino. L’intenzione è giustificare Alfano che però viene (senza intenzione) sputtanato.

Di curioso c’è che pezzi di csx accreditano l’ipotesi. E perfino giornalisti che invece di raccontare la tesi la sposano e la fanno propria con l’intenzione di servire il Ncd (anzi, Scopelliti) danneggiandoli entrambi (eterogenesi dei fini di secondo grado).

Ma andiamo ai fatti. Si dice che Alfano è stato condizionato nella scelta della proroga dal Csx. Che significa? Che invece di fare quel che sarebbe stato giusto fare Alfano s’è spaventato e s’è piegato alle pressioni. Retropensiero: assai peggio che sbagliare perché pur sapendo cos’era giusto fare s’è adattato a fare il contrario. Alfano, quindi, è un uomo di Stato che si fa intimidire dai condizionamenti della Bindi e dintorni.

Ma qual è lo spessore politico e statuale di chi anziché battersi per fare quel che serve si adatta a fare il contrario? E i reggini, al di là delle diverse opinioni, perché dovrebbero stimare e dar credito (anche come segretario di partito) uno che invece di perseguire gli interessi collettivi di una grande città infligge a Reggio altri sei mesi di calvario perché gli hanno fatto bau-bau?

Difficile immaginare che Scopelliti abbia pensato e suggerito ai suoi questa catastrofica deriva che (a fin di bene) colpisce al cuore il prestigio di Alfano, il segretario del Ncd al quale il Governatore ha affidato per intero e senza possibili revoche il suo futuro politico (mossa inevitabile, quindi giusta e coraggiosa; al di là di come finirà).

Tocca alla libera stampa, quando è giusto, difendere anche il prestigio di personalità ingiustamente attaccate, come nel caso di Alfano che per il Ncd nostrano sarebbe privo di spina dorsale o se la sarebbe fatta spezzare dal csx. Riscriviamolo: il Ministro, che pure è sempre stato convinto che lo scioglimento del Consiglio di Reggio fosse stato un errore, nelle sue funzioni ha preso atto dei documenti ufficiali, anche non condividendoli (e l’ha fatto sapere perché lo fregassero nella corsa ai ministeri).

Se ne facciano tutti una ragione a Reggio: il Commissariamento è stato la conclusione oggettiva di una realtà che la legge fronteggia in un certo modo. Legge che, sempre e comunque, con buona pace di tutti, va rispettata anche quando non si condivide.

E’ un errore buttarla in pubblicità politica anziché impegnarsi per cambiare una legge che non funziona.

*foto tratta dal Fiore di mille e una notte di Pier Paolo Pasolini