LO STRETTO. Il nodo della mobilità Rc-Me, Calabria-Sicilia. Il 19 i sindaci alla Camera

LO STRETTO. Il nodo della mobilità Rc-Me, Calabria-Sicilia. Il 19 i sindaci alla Camera

str        di FRANCESCO RUSSO* - Lo Stretto torna di interesse, anche se in sordina. Nessuno si è più occupato della mobilità nello Stretto dopo il Governo Prodi, dopo la metropolitana del mare, dopo la Rosarno-Melito. Monti ha cercato di mettere in linea la questione Ponte, poi né il Governo Berlusconi, né quello Letta hanno ripreso la questione.

Si è passati dal problema dei problemi con 10 miliardi di euro sul tavolo, a zero. Scomparsi i si-ponte e i no-ponte, finite le guerre di religione adesso spostate su altri campi di battaglia. Nello Stretto sono rimasti i problemi, sono rimasti i pendolari con un servizio ultraridotto di navi veloci, e inappropriato con le navi tradizionali. Il 31 gennaio un lancio di agenzie segnalava che Moretti sta lavorando per la vendita di bluferries. I treni da Sicilia e Calabria per il nord sono scomparsi, quelli per Roma impiegano tempi biblici. Sono rimasti gli autotrasportatori, veri ultimi cirenei che tengono allacciate Sicilia e Calabria all’Italia, e devono subire gli sguardi supponenti dei radical chic. Il resto è deserto.

In questo quadro il 19 febbraio 2014, “alle ore 14, la Commissione Trasporti svolgerà l'audizione informale dei sindaci di Messina, di Reggio Calabria e di Villa San Giovanni (RC), nell’ambito della discussione della risoluzione in materia di mobilità nell’area dello Stretto di Messina.” Cosi nel sito web della Camera. L’audizione potrà essere seguita in diretta.

La Commissione Trasporti fa bene a cercare di riprendere le fila della discussione sullo Stretto. L’UE ha rimosso il problema limitandosi a cancellare il Ponte, nel nuovo corridoio 5 non c’è alcuna indicazione per lo Stretto.

Oltre ai pendolari, ai camionisti, rimangono i tecnici, quelli che sono riusciti a stare fuori dalla guerra di religione. La questione non è, e non sarebbe mai dovuta essere, Ponte si/ Ponte no, ma bensì mobilità nello Stretto.

Lo Stretto è uno dei nodi più importanti dell’Italia e dell’Europa. Dati al 2008 dicono: 2.200 auto al giorno per direzione, 35 carrozze passeggeri al giorno per direzione, 50 bus, 4000 pedoni. Tra traghetti privati e pubblici, secondo wiki, i passaggi dei camion ammontano a 800.000 l’anno con 2.3 milioni di auto. Da stime riportate sulla stampa nel 2012 con i traghetti privati sono passati 650.000 mezzi pesanti. I pass per i mezzi pesanti rilasciati a Messina, nei periodi di saturazione delle piste e dei piazzali dell’imbarco di Tremestieri sono più di 29000, e dimostrano che Tremestieri non regge. Messina e Villa si sono dotati di ticket ambientale, quindi neanche i loro tessuti urbani reggono.

È urgente prendere atto che lo Stretto è una delle strozzature europee più gravi e bisogna costruire un progetto adeguato e risolutivo.

Il processo dall’alto è fallito, l’azione del Governo centrale si è fermata. Catanzaro e Palermo sono troppo distanti, non hanno messo nemmeno un euro per capire cosa succede. Adesso dovrebbe ripartire un processo dal basso. I sindaci dovrebbero fare una proposta precisa.

La Commissione Trasporti, in questa audizione ed in quelle eventuali successive, agli altri attori pubblici e privati, dovrebbe porre alcune domande specifiche e poi predisporre uno rapporto ufficiale al Paese.

Per quanto riguarda la domanda di mobilità: Quali monitoraggi dei traffici sono in corso per aggiornare cosa accade sullo Stretto? Cosa accadrà nel futuro (immediato e a medio termine) per il traffico dei mezzi pesanti e dei vagoni ferroviari, per le autovetture, e per la mobilità dei pedoni tra le due sponde?

Per quanto riguarda l’offerta di trasporto, quali azioni sono in corso di realizzazione: la sistemazione degli svincoli di Messina e di Villa? il potenziamento degli approdi di Tremestieri? e la Via Don Blasco a Messina? la variante ferroviaria di Cannitello? l’area polmone con la sua destinazione a Villa? le altre opere a Villa con il sottopasso? Quale il ruolo di Reggio?

Bisogna realisticamente considerare che lo scenario Ponte si è, quantomeno, spostato in avanti, con tutti gli elementi finanziari ed economici connessi alla gara, che rimangono nel presente.

La Commissione Trasporti può spingere, chiedere e produrre un documento unico in cui si faccia il punto. Quali opere è utile realizzare per ottenere subito un sistema sostenibile per tutti? Per i pendolari dell’attraversamento, per le collettività interessate, per i passeggeri e le merci che dal Paese e dall’Ue sono interessati agli spostamenti finalizzati al territorio ristretto di Villa e Messina e a quello più ampio di Reggio, della Calabria Meridionale, di Catania, della Sicilia Orientale. Quali servizi marittimi e ferroviari sono necessari? Quale ruolo deve avere FS, dato che fino a prova contraria è pagata con i soldi di tutti gli italiani e non solo del Nord? La Commissione Trasporti ha espresso un proprio parere sul vertice di FS, confermandolo tutto. Vuol dire che è quindi d’accordo con il ruolo delle Ferrovie in Calabria e Sicilia?

La settimana prossima, giornate di lavoro a Reggio con la rete europea degli Stretti. La riflessione si riapre.

*Docente di Trasporti e Logistica, UniRC