Legittimare la 'ndrangheta? No, grazie!

Legittimare la 'ndrangheta? No, grazie!

fc      di ALDO VARANO - Chiedo scusa a tutti, e prima di tutto al dottor Antonio Marziale, giornalista e sociologo. Ma se io avessi la responsabilità di un minore in nessun caso affiderei al suo Osservatorio l’incarico di osservarlo.

Di Marziale mi aveva colpito una dichiarazione in cui chiedeva all’ordine degli avvocati di Milano di non fare accettare a nessuno dei propri iscritti la difesa di Oleg Fedchenko, un feroce delinquente che, a quanto si capisce, si sarebbe macchiato di reati gravissimi tra cui l’assassinio di una donna

Le parole volano, ma i messaggi restano. Operare perché una persona non abbia difensore significa intanto violare la Costituzione italiana. E’ legittimo operare per trasformarla, perfino nei punti fondamentali e in modo radicale. Non lo è invitare alla sua violazione. Ma soprattutto togliere a un presunto colpevole il diritto alla difesa significa lanciare un messaggio a favore del linciaggio. Cos’è infatti il linciaggio se non una condanna che prescinde dall’accertamento delle colpe e delle responsabilità attraverso un meccanismo di regole e garanzie predeterminate e vincolanti per tutti?

Nessun bambino e/o minore dovrebbe essere osservato da chi propone, sia pure inconsapevolmente, un salto all’indietro fino al buio di una pratica tanto aberrante come il linciaggio.

Maziale, però, nelle ultime ore ha stupito ancor di più conquistando le prime pagine di giornali che in Calabria sono autorevoli. S’è rivolto direttamente alla ‘ndrangheta chiedendole di consegnarci gli assassini di Cocò. Non insinuo che Marziale voglia strumentalizzare l’emozione di un crimine tanto efferato. Credo alla sua buona fede che però mi pare più grave di un eventuale gesto di calcolato cinismo.

Marziale, che certo non è uno sciocco ma è anzi un intellettuale molto attento alla costruzione della propria immagine, si preoccupa di smentire l’ipotesi che il gesto della riconsegna di Cocò possa restituire onore a chi l’onore non l’ha mai avuto: gli uomini (e le donne) della ‘ndrangheta. Una dichiarazione di buon senso. Ma il punto centrale del suo messaggio, piaccia o no a lui e al di là delle sue precisazioni, è un altro. Significa: non è c***o dello Stato catturare gli assassini di Cocò intervenga quindi la ‘ndrangheta e li prenda – non si precisa mai se vivi o morti – il che non restituirà onore agli uomini della ‘ndrangheta ma si tratterebbe pur sempre di un gesto che “metterebbe a tacere la coscienza” di chi vi aderisce.

Sia chiaro: credo che il dottor Marziale non abbia alcuna intenzione di legittimare la ‘ndrangheta, ma il risultato della sua iniziativa è questo perché diffonde e alimenta la convinzione che la ‘ndrangheta sia più potente dello Stato, il che, non se ne abbia a male, è una clamorosa sciocchezza che contribuisce a creare attorno alla criminalità organizzata un’aureola di potenza che la esalta e la propone agli occhi di ambienti e di giovani e/o minori tanto fragili da non riuscire a distinguere tra Stato e antistato.

Con la ‘ndrangheta, invece, non è possibile alcuna trattativa se non quella della sua resa incondizionata. In Calabria bisogna smetterla di giocare con questioni così delicate. Tutte le valutazioni e i giudizi sulla ‘ndrangheta sono sbagliati e pericolosi se non partono e non tengono ferma la necessità di distruggerla. Il che, io credo, è possibile com’è stato possibile a Falcone e Borsellino distruggere o quasi la Cosa nostra.