IL NAUFRAGIO DI VINCE NEL MARE DEI CANGURI

IL NAUFRAGIO DI VINCE NEL MARE DEI CANGURI

Scarfò       di VITO BARRESI - All is lost, come in un film, una sceneggiatura che si sovrappone al reale. Ma veramente tutto è perduto nelle acque dell'oceano australiano dove sono misteriosamente scomparsi, inghiottiti dal mare Vince Scarfò, 44 anni, imprenditore di successo nella sempre promettente terra dei canguri, apprezzato olivicoltore di origine taurianovese, e suo cognato Luigi Palombo, quarantottenne di origine molisana?

Una piccola folla di parenti e amici ha aspettato invano alla stazione marittima di Cape Jervis. Fino a quando il gelo è sceso su di loro e lo sconforto si è sciolto in lacrime proprio quando l'agghiacciante realtà era soltanto la dura cronaca di un naufragio, due giorni passati a recuperare qualche oggetto galleggiante, tra cui un giubbotto di salvataggio, un eskymo e una tanica di carburante.

In sala stampa è toccato all'ispettore Gus Sickerdick, a capo delle indagini, dichiarare di aver a malincuore sospeso il gigantesco chi l'ha visto oceanico, costretto dalle cattive condizioni metereologiche. Una decisione sofferta e presa con i familiari che avevano agognato leggere almeno l'incipit del Racconto di un naufrago che trascorse dieci giorni alla deriva su una zattera, senza cibo né acqua, è venne proclamato eroe della nazione, baciato da reginette di bellezza e divenuto ricco per la pubblicità...

Vince era un farmer molto noto e apprezzato in Australia e in Calabria dove affonda le radici la sua parentela. Nel 1989 fondò in South Australia la Diana Olive Oil. Un'impresa premista per gli impianti innovativi e la qualità dell' olio di oliva extravergine, prodotto nel rispetto della tradizione calabrese, quella appresa da suo padre Antonio, taurianovese emigrato in quel lontano continente australe. E ora che sui potenti media della nazione di Murdoch il magnate di Sky prevale il realismo, in Calabria grazie alla tenacia di Michel Dessì, un giovane cronista che vive nella Piana di Gioia Tauro resta ancora accesa un lapillo di speranza, quasi un disperato mayday dell'affetto e della memoria lanciato verso l'altra parte del mondo, affinché di Vince possa almeno tornare qualche ultimo resto per lenire il lutto dei familiari.

Le parole di Michel si tingono di giallo. La cosa strana è che i cellulari hanno continuato a squillare fino a tarda notte. Quello di Vince, non impermeabile, fino oltre le 22.00 locali. Il cellulare impermeabile di Luigi, addirittura fino alle 02.00 di notte. Cosa è successo, perchè la radio di bordo continuamente accesa non è stata utilizzata per l'SOS?