LOCRIDE. La bellezza della verità e l'abbruttimento della menzogna

LOCRIDE. La bellezza della verità e l'abbruttimento della menzogna

Mirone      di MASSIMO ACQUARO - Un uomo di Dio, un sacerdote che amava la Calabria (tutta) come pochi altri e che ha speso per la Chiesa una vita intera ripeteva: è molto più facile educare i propri figli a Firenze che a Reggio Calabria. Il bello, la perfezione dell’arte, l’ordine urbanistico volge al buono naturalmente, è una spinta inarrestabile verso il bene comune, verso la solidarietà, verso il servizio agli altri.

Ci si sente parte di qualcosa di importante che si è chiamati a conservare ed a tramandare. Ovviamente aveva ragione. Come Stella e come Bregantini. E’ una verità che conoscono tutti coloro che non sono intrisi di provincialismo e di arretratezza culturale, o anche solo quelli che abbiano avuto la fortuna di fare un buon liceo.

Andiamo facile, facile.

Da Wikipedia: «L'espressione kalokagathìa (in lingua greca, καλοκαγαθία) indica l'ideale di perfezione umana secondo i Greci antichi. Il termine rappresenta la sostantivizzazione di una coppia d'aggettivi indicanti l'armonioso sviluppo della persona, καλὸς κἀγαθός, kalòs kagathòs, crasi di καλὸς καὶ ἀγαθός, kalòs kai agathòs, cioè "bello e buono" (con quest'ultimo aggettivo che va inteso anche come "valoroso in guerra"). Si tratta dell'unità nella stessa persona di bellezza e valore morale, un principio che coinvolge dunque le sfere estetica ed etica (ciò che è bello deve necessariamente essere buono e viceversa; specularmente, ciò che è interiormente cattivo sarà anche brutto fuori). Il concetto ha influenzato anche la produzione artistica (come nel celebre Discobolo di Mirone)».

Mi pare abbastanza chiaro di cosa parlasse Stella e non c’è bisogno di scomodare tutta l’iconografia cristiana dalle catacombe a Raffaello o Michelangelo o Leonardo per sapere che l’arte si nutre dell’accostamento inscindibile tra bello e buono.

Un altro “fissato” sul punto è papa Francesco che rivolto ai giovani ha detto: «Scommettere su un grande ideale, e l’ideale di fare un mondo di bontà, bellezza e verità. Questo, voi potete farlo: voi avete il potere di farlo!” (Angelus del 29.8.2013). E, ancora, dal discorso al personale ed ai dirigenti della RAI <<A tutti voi che siete qui presenti, e a coloro che per diversi motivi non hanno potuto prendere parte a questo nostro incontro, ricordo che la vostra professione, oltre che informativa, è formativa, è un servizio pubblico, cioè un servizio al bene comune. Un servizio alla verità, un servizio alla bontà e un servizio alla bellezza>>.

Ecco, l’aggiunta della “verità” alla bellezza ed alla bontà aiuterebbe molto a capire il discorso di Stella in tv. La Calabria ha un disperato bisogno di verità che non è quella che gronda dalle carte dei processi o degli scandali più o meno pilotati verso interessi di parte, ma è quella che pretende che si dica esattamente ai calabresi chi essi sono ed in quale condizione essi vivono. L’abbrutimento della Calabria è l’abbrutimento che viene dalla menzogna; che è alimentato dalla macchina della falsificazione cui tanti partecipano alacremente (anche sul versante dell’informazione). Anche solo facendo finta di non sapere che tanti amici e parenti portano a casa uno stipendio che non meritano (spesso anche non per colpa loro); che tanti strizzano l’occhio alle cosche quando ne traggono una convenienza; che nessuno è disponibile a puntare l’indice verso i gravi limiti del sistema economico calabrese che ha drenato, nei decenni, miliardi di euro verso il nulla. L’altra sera a Striscia la notizia in prima fascia (milioni di telespettatori) hanno mandato in onda un servizio sulla Liquilchimica di Saline, sui suoi impianti inutili, sui 23 anni di cassa integrazione pagati agli operai che avrebbero lavorato una sola settimana in tutto. Capperi immagino che Facebook sarà piena dei commenti degli indignados calabresi, reggini e locridei. O no caro Direttore?