“Non è un incontro contro la magistratura” è stato detto subito dai promotori. “Se ho sbagliato - ha invece detto il sindaco Lucano - è giusto che io paghi e sono contento se la magistratura indaga. Martedì dirò alla Procura ciò che vi dico ora” ha detto ancora “ evidentemente non è andato bene a qualcuno il bonus sociale che ho fatto per chi scappa dalle guerre e anche dalla miseria. Io sono più innamorato della giustizia che della legalità, e dico che è strano che due visite ispettive che abbiamo chiesto noi non siano mai arrivate. E ribadisco che io sul conto corrente ho solo 500 euro. Non posso accettare - ha aggiunto Lucano - che per colpa mia si debba mortificare un ideale. a costo di fare qualcosa di eclatante. E oggi Riace rappresenta un ideale”.
“Negli ultimi tempi - ha aggiunto il sindaco Lucano - i rapporti con le istituzioni, Prefettura e Ministero, sono stati abbastanza difficili, di incomprensioni, sui bonus, sulle borse lavoro e sugli affidamenti diretti. Sono stati loro a chiedermi continuamente, per superare le emergenze, di affrontare determinate situazioni senza presentare fattura”. Io - ha sottolineato Lucano - ho dato un grande contributo, anche per rispettare la Costituzione italiana. Io non accuso nessuno, mi limito a sottolineare queste cose, io ho capito che il concetto di giustizia ha un valore molto più importante di tutto. Io non voglio ombre - ha concluso - per il rispetto che ho nei confronti di tutti quelli che credono nel progetto Riace”.