"Non solo non ho mai ritirato la mia candidatura a Sindaco di Catanzaro, quanto non ho manifestato alcuna pallida ipotesi in tal senso". Lo afferma, in una dichiarazione, Enzo Ciconte, candidato sindaco di Catanzaro del Pd. "Il mio impegno - aggiunge - e' e rimane integro sia per convinzione personale, sia perche' supportato dal mio partito, dalla maggior parte delle coalizioni politiche presenti sul territorio e da una folta schiera di liste civiche che hanno fatto proprio il mio programma. Un'assunzione di responsabilita' rivolta principalmente a far superare l'incidenza della poverta' che a Catanzaro assume rilevanza a causa del disimpegno della classe politica che l'ha amministrata negli ultimi anni, costringendola, numeri alla mano, a cifre da terzo mondo per quanto riguarda la correlazione tra poverta' e degrado culturale. Una citta' che regredisce economicamente non puo' che perdere colpi anche dal punto di vista culturale, nonostante la sua storia sia intrisa di ben altri parametri". "Condivido - dice ancora Ciconte - il pensiero del segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, interessato a portare allo stesso tavolo il vice segretario del PD, Guerini, il presidente della Giunta regionale, Oliverio, e il sottoscritto per essere consapevoli che l'impegno da assumere riguarda una citta', Catanzaro, che e' il capoluogo della Calabria verso il quale si deve una attenzione particolare. Si rafforza sempre piu' in noi il convincimento che si puo' cambiare se vogliamo cambiare. Ecco perche' ci stiamo impegnando a scegliere gli uomini giusti cui affidare il difficile compito di traghettare Catanzaro verso la rinascita ambientale e sociale. Siamo impegnati a voler costruire un modello di agglomerato urbano che possa incidere sul cambiamento degli stili di vita ma senza perdere di vista la necessita' della sua consapevolezza". "Catanzaro - conclude il candidato a sindaco - e' di fronte ad uno snodo importante: impoverirsi ancora di piu' o tentare, assieme a noi, di vincere una battaglia di civilta', volendo incidere con determinazione e con oculatezza per modificare il sistema del Palazzo che ha dimostrato di vivere fuori dalla realta'".