<< Offrire all’attenzione della comunità medico scientifica, dei cittadini e soprattutto dei malati i propri risultati non è una forma di pubblicità e neppure un gesto di vanità – spiega il DG del S. Anna, Giuseppe Failla. A monte del Report, infatti, c’è la scelta responsabile di valutare il lavoro che si è fatto, per capire cosa è andato bene, cosa è ulteriormente migliorabile e anche, se è il caso, cosa non va e deve essere cambiato. I risultati finali non sono scontati in partenza e il fine ultimo dell’autovalutazione rimane l’innalzamento della qualità delle proprie prestazioni. Pubblicare il Report, quindi, è anche una scelta di trasparenza verso i pazienti e, più in generale, verso la comunità che ha il diritto di conoscere chi e come opera sul territorio, soprattutto se a essere in gioco è la salute dei cittadini >>.
I risultati dello studio indicano che la mortalità globale a 30 giorni, nel 2016, è stata del 3,82% contro una mortalità attesa del 5,8%. Per quanto riguarda invece le singole tipologie di intervento i dati salienti rivelano che sono stati sottoposti a intervento chirurgico di by-pass aorto-coronarico 343 pazienti. La mortalità osservata a 30 giorni è stata del 2% (attesa: 3,8%). Nell’ambito della chirurgia valvolare si è registrata una mortalità complessiva del 2,9% (attesa: 4,5%). La mortalità nella chirurgia dell’aorta, eseguita in regime di elezione, è stata del 2,2% (attesa: 5,2%). La chirurgia aortica eseguita in regime di emergenza (dissezione dell’aorta) ha invece fatto registrare una mortalità del 10,5%, un dato che appare in linea con quanto riportato nei principali registri internazionali. Il più recente registro clinico italiano riporta una mortalità a 30 giorni del 25,7%. Infine la chirurgia mitralica, compresa quella endoscopica (la cosiddetta mininvasiva). Nel 2016, sono stati eseguiti 139 interventi di riparazione della valvola mitrale con una mortalità globale pari allo 0,7% (attesa: 5,5%). La mortalità, nei casi eseguiti con metodica endoscopica, è stata pari allo 0%.
<< Il volume di attività registrato nel 2016 – commenta il direttore dell’Unità di Cardiochirurgia, Daniele Maselli – colloca ancora una volta il S. Anna fra i primi Centri italiani, mentre i risultati ottenuti appaiono a un livello di assoluta eccellenza. Abbiamo elaborato i dati sulla nostra attività con criteri rigorosi ed oggettivi, gli stessi che negli anni precedenti hanno fatto sì che le nostre conclusioni siano state sostanzialmente aderenti a quelle di Agenas, l’Agenzia pubblica che valuta autonomamente la qualità delle strutture ospedaliere italiane. Sono esiti che ci confortano e che ci sostengono nello sforzo di difendere e migliorare il S. Anna, una istituzione calabrese al servizio dei calabresi con una mission chiara: offrire loro, sul loro territorio di residenza, uno standard elevato di cure che renda inutile l’emigrazione sanitaria >>.