"Questo convegno - ha detto il presidente Irto - nasce da un'esigenza fortemente avvertita da quanti operano nell'ambito delle relazioni contrattuali tra settore pubblico e settore privato: due mondi che non sempre parlano la stessa lingua, ma che devono compiere uno sforzo per trovare un terreno comune. La direzione giusta, in materia di appalti, e' quella che conduce verso procedure piu' semplici, snelle e trasparenti. Solo in questo modo saranno contrastati con efficacia i mali della 'ndrangheta e della corruzione che ipotecano la vita delle future generazioni e ci rubano la speranza". Secondo Irto, tuttavia, "un atteggiamento troppo remissivo o rinunciatario fa solo il gioco dei corrotti e dei mafiosi. Nel governo di una comunita' non esiste un 'fato ineluttabile', come nella tragedia di Eschilo; semmai, l'uomo e' artefice del proprio destino. E' dovere di chi ricopre cariche pubbliche fermare i ladri, e non le grandi opere. Espellere dai gangli vitali della pubblica amministrazione e dell'economia corrotti, corruttori e mafiosi, non deprimere le speranze e i sogni dei cittadini.
L'Italia ed il Mezzogiorno hanno bisogno di cambiare verso e intraprendere un loro 'New Deal', che non puo' prescindere da un'impostazione della politica economica fondata keynesianamente sull'intervento pubblico e sugli investimenti in infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno. Non dobbiamo avere paura, a condizione che tutti accettino come 'regola del gioco' fondamentale quella della trasparenza". Il Presidente del Consiglio regionale ha poi ricordato il progetto "#openPalazzo" e i principali provvedimenti assunti in meno di un anno. "Abbiamo disposto - ha detto - la diretta streaming delle sedute del Consiglio regionale, la pubblicazione online dei redditi dei consiglieri, l'accesso civico agli atti; varato il Piano anticorruzione; attuato la rotazione dei dirigenti; messo in campo un piano di riqualificazione della spesa; dato il via libera a un Piano di comunicazione che rendera' ancora piu' specchiata e trasparente la nostra azione. Abbiamo sottratto, decisione che puo' non essere piaciuta a qualcuno, ma che rivendico con forza, le nomine di controllo e garanzia alle scelte della politica. E' questo il metodo migliore per riavvicinare le istituzioni ai cittadini: anteponendo i fatti alle parole, le buone prassi alla comunicazione". Irto ha auspicato "il recupero della fiducia dei cittadini e della consapevolezza che lo Stato e' 'la parte giusta'. Rientra in quest'ambito il tema delle interdittive antimafia, che pone la necessita' di contemperare interessi diversi: il principio di legalita' e il contrasto alle infiltrazioni mafiose nell'economia, da un lato, e la salvaguardia dei posti di lavoro e dell'imprenditoria sana, dall'altro. Su tale specifica questione, e' auspicabile un intervento del legislatore nazionale". "La nostra comunita' - ha concluso il presidente Irto - non vuole sentirsi una 'palla al piede', ma intende essere parte integrante dell'Italia e contribuire da protagonista alla rinascita del Paese".
L'Italia ed il Mezzogiorno hanno bisogno di cambiare verso e intraprendere un loro 'New Deal', che non puo' prescindere da un'impostazione della politica economica fondata keynesianamente sull'intervento pubblico e sugli investimenti in infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno. Non dobbiamo avere paura, a condizione che tutti accettino come 'regola del gioco' fondamentale quella della trasparenza". Il Presidente del Consiglio regionale ha poi ricordato il progetto "#openPalazzo" e i principali provvedimenti assunti in meno di un anno. "Abbiamo disposto - ha detto - la diretta streaming delle sedute del Consiglio regionale, la pubblicazione online dei redditi dei consiglieri, l'accesso civico agli atti; varato il Piano anticorruzione; attuato la rotazione dei dirigenti; messo in campo un piano di riqualificazione della spesa; dato il via libera a un Piano di comunicazione che rendera' ancora piu' specchiata e trasparente la nostra azione. Abbiamo sottratto, decisione che puo' non essere piaciuta a qualcuno, ma che rivendico con forza, le nomine di controllo e garanzia alle scelte della politica. E' questo il metodo migliore per riavvicinare le istituzioni ai cittadini: anteponendo i fatti alle parole, le buone prassi alla comunicazione". Irto ha auspicato "il recupero della fiducia dei cittadini e della consapevolezza che lo Stato e' 'la parte giusta'. Rientra in quest'ambito il tema delle interdittive antimafia, che pone la necessita' di contemperare interessi diversi: il principio di legalita' e il contrasto alle infiltrazioni mafiose nell'economia, da un lato, e la salvaguardia dei posti di lavoro e dell'imprenditoria sana, dall'altro. Su tale specifica questione, e' auspicabile un intervento del legislatore nazionale". "La nostra comunita' - ha concluso il presidente Irto - non vuole sentirsi una 'palla al piede', ma intende essere parte integrante dell'Italia e contribuire da protagonista alla rinascita del Paese".