assolto tutti gli imputati del processo a carico del "Gruppo
Oliveri" di Gioia Tauro. Lo hanno reso noto i legali degli
imputati.
Nell'inchiesta, originariamente pendente davanti al Tribunale
di Palmi e che nell'agosto del 2010 aveva portato all'arresto di
diversi componenti della famiglia Oliveri con sequestro
dell'intero patrimonio del Gruppo, era contestata l'associazione
per delinquere finalizzata alla commissione di truffe per
l'ottenimento di indebiti contributi ai sensi della Legge 488/92
insieme ad altre contestazioni di reati tributari nonche' di
specifiche contestazioni ai sensi della L. 231/2001 elevate a
carico di tutte le societa' del Gruppo Oliveri.
Dopo un'eccezione difensiva d'incompetenza territoriale, il
processo, nel marzo 2012, era stato trasferito al Tribunale di
Teramo. Oggi, il collegio, secondo quanto e' stato riferito, ha
assolto tutti gli imputati dal reato di associazione per
delinquere perche' il fatto non sussiste, dalle contestazioni di
truffa ancora non prescritte ed ha disposto il non doversi
procedere in merito alle altre ipotesi residuali di truffa
prescritte. In merito alle contestazioni societarie, il
Tribunale ha escluso la responsabilita' delle societa' del Gruppo
Oliveri prosciogliendole con la formula perche' i fatti non
sussistono. E' stata, sempre in sentenza, disposta la
restituzione di tutti i beni in sequestro agli aventi diritto.
I difensori di Vincenzo Oliveri, gli avvocati Salvatore
Staiano e Giuseppe Fonte, dopo la sentenza, hanno sostenuto che
"con la decisione emessa dal Tribunale di Teramo si conclude una
vicenda drammatica per il nostro assistito che ha visto, oggi,
finalmente chiarita la sua posizione personale ed
imprenditoriale per mezzo di una incontestabile declaratoria di
innocenza emessa rispetto a tutti i fatti contestatigli. Dopo
oltre sei anni di ingiuste privazioni personali e di natura
anche ablativa sul patrimonio del gruppo Oliveri la sentenza
odierna rappresenta una fondamentale prova di innocenza di
Vincenzo Oliveri e, di conseguenza, di garanzia per il cittadino
ingiustamente sottoposto a processo penale".